Notte d'inferno al porto, la lunga lotta contro l'incendio che ha devastato l'ex Tubimar

Alta tensione quando, in un primo momento, le fiamme erano fuori controllo e si temeva potessero raggiungere un distributore di Metano, la centrale termoelettrica e la ditta Sol Spa

I vigili del fuoco al porto di Ancona

Una raffica di fragorose esplosioni e una nube più nera della notte più buia hanno tenuto col fiato sospeso tutta Ancona, colpita da un incendio di proporzioni vastissime, al punto da divorare l’intera area ex Tubimar del porto dorico, con una aggressività impressionante. 

Era da poco passata la mezzanotte quando i vigili del fuoco sono arrivati con mezzi provenienti da tutta la regione Marche (GUARDA IL VIDEO), incrociando i reduci della notte infernale: gli operai che, al contrario dei pompieri, correvano nella direzione opposta, trovando riparo sulle rampe dell’asse attrezzato che collega la città al porto. Sul posto oltre al personale del capoluogo marchigiano, sono arrivate squadre da Macerata e Pesaro con12 autobotti e due autoscale. Per fortuna nessun ferito o intossicato, ma è sempre stata presente una ambulanza della Croce Rossa di Ancona per ogni eventualità. 

Le fiamme avrebbero cominciato a devastare il maxi capannone dell’azienda Frittelli, coinvolgendo alcuni container presenti nella zona antistante il parcheggio. Dopo appena un’ora, intorno all’1, le fiamme, che ormai avevano fagocitato tutto il metallo della struttura, hanno attecchito sul capannone adiacente, innescando un secondo incendio, le cui fiamme vive, alte decine di metri, hanno illuminato il porto a giorno. Per ore i vigili del fuoco hanno gettato acqua sul fuoco, circondando tutta l’area per mettere in scacco il mostro di fuoco. Alla fine il rogo ha distrutto anche un terzo complesso con uffici e depositi per i materiali che ogni giorno transitano in entrata e in uscita dallo scalo dorico, allargandosi anche al deposito di Ancona merci. Lì dove, secondo alcuni operai in fuga, si sarebbero trovati solventi, vernici e altri materiali potenzialmente tossici e non è escluso che i boati siano dovuti all’esplosione di alcune bombole di acetilene.

Alta tensione quando, in un primo momento, le fiamme erano fuori controllo e si temeva potessero arrivare in 3 punti a rischio altissimo: un distributore di Metano, la centrale termoelettrica presente proprio davanti al primo maxi magazzino, ma soprattutto il deposito di bombole di ossigeno liquido della ditta Sol Spa, pattugliata da forze dell’ordine e vigili del fuoco come cavalieri a difesa dell’ultima roccaforte. Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lottato contro le fiamme, dentro una nube più nera della notte che aveva avvolto tutto il porto, calato ormai in un infermo di fuliggine e caldo atroce. 

Per fortuna, alla fine l’incendio e stato domato dai pompieri dorici che stanno operando ormai ormai da tutta la notte, anche con il supporto di 3 autobotti aereoportuali. Sul posto oltre a polizia, carabinieri e 118 ci sono pure gli operatori dell'Arpam e dell'Asur per il controllo della qualità ambientale. Ma nel dubbio il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli ha chiuso scuole e parchi, mentre è in corso un vertice in Prefettura con Protezione civile, forze dell’ordine e vigili del fuoco. Una raffica di fragorose esplosioni e una nube più nera della notte più buia hanno tenuto col fiato sospeso tutta Ancona, colpita da un incendio di proporzioni vaste, al punto da aver divorato con una aggressività impressionante l’intera area ex Tubimar del porto di Ancona. 

Era da poco passata la mezzanotte quando i vigili del fuoco arrivavano con mezzi provenienti da tutta la regione Marche, incrociando i reduci della notte infernale: gli operai che, al contrario dei pompieri, correvano nella direzione opposta, trovando riparo sulle rampe dell’asse attrezzato che collega la città al porto. Sul posto oltre al personale di Ancona, sono arrivate squadre da Macerata e Pesaro con12 autobotti e due autoscale.

La notte infernale del porto, i vigili del fuoco affrontano il mostro di fuoco | VIDEO

L'incendio avrebbe cominciato a devastare il maxi capannone dell’azienda Frittelli, coinvolgendo anche alcuni container presenti nella zona antistante il parcheggio. Dopo appena un’ora, intorno all’1, le fiamme, che ormai avevano fagocitato tutto il metallo della struttura, hanno attecchito sul capannone adiacente, innescando un secondo incendio, le cui fiamme vive, alte decine di metri, hanno illuminato il porto a giorno. Per ore i vigili del fuoco hanno gettato acqua sul fuoco, circondando tutta l’area per mettere in scacco il mostro di fuoco che, alla fine, ha distrutto anche un terzo complesso con uffici e depositi per i materiali che ogni giorno transitano in entrata e in uscita dallo scalo dorico, allargandosi anche al deposito di Ancona merci. Lì dove, secondo alcuni operai in fuga, si sarebbero trovati solventi, vernici e altri materiali potenzialmente tossici e non è escluso che i boati siano dovuti all’esplosione di alcune bombole di acetilene.

Alta tensione quando, in un primo momento, le fiamme fuori controllo minacciavano di arrivare in 3 punti a rischio altissimo: un distributore di Metano, la centrale termoelettrica presente proprio davanti al primo maxi magazzino, ma soprattutto il deposito di bombole di ossigeno liquido della ditta Sol Spa, pattugliata da forze dell’ordine e vigili del fuoco come cavalieri a difesa dell’ultima roccaforte. Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lottato contro le fiamme, dentro una nube più nera della notte che aveva avvolto tutto il porto, calato ormai in un infermo di fuliggine e caldo atroce. 

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Per fortuna, alla fine l’incendio e stato domato dai pompieri dorici che stanno operando ormai ormai da tutta la notte, anche con il supporto di 3 autobotti aereoportuali. Sul posto oltre a polizia, carabinieri e 118 ci sono pure gli operatori dell'Arpam e dell'Asur per il controllo della qualità ambientale. Ma nel dubbio il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli ha chiuso scuole e parchi, mentre è in corso un vertice in Prefettura con Protezione civile, forze dell’ordine e vigili del fuoco.

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