Sessantacento: “5 per mille a Comune? Meglio alle associazioni"

Tombolini: “Il Sindaco sta mettendo i cittadini di fronte ad una scelta: o date il cinque per mille al Comune e vi copro le buche o altrimenti smettete di lamentarvi perché avete scelto voi di tenervi le strade in queste condizioni”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“Dal mio punto di vista il cinque per mille ha rappresentato fin dalla sua nascita (2006) un modo per finanziare le organizzazioni non profit: il Contribuente individua una finalità che ritiene preminente cui indirizzare una percentuale dell’IRPEF attraverso la definizione di una sussidiarietà fiscale.
E allora l’associazione sportiva o l’istituto musicale o l’associazione di volontariato, impegnati nel cosiddetto terzo settore che ci aiutano a crescere i figli o a sviluppare interessi grazie alla disponibilità delle persone che operano per passione e spirito di socialità, sono quelli a cui ho sempre indirizzato questa forma contributiva.

Effettivamente un’Amministrazione Comunale dovrebbe avere la capacità di definire una forma diversa per generare risorse , magari lavorando sull’efficienza che deriva dalla progettualità in chiave propositiva, economica e finanziaria, specie per quello che riguarda i costi derivanti dalle società dei servizi; rischierò di essere ripetitivo quando dico che i cittadini pagano 400.000 euro per la fantomatica pulizia delle caditoie, 20.000 euro quella delle fontane, 200.000 per il ripiano del deficit del Consorzio Zipa e l’elenco potrebbe essere assai lungo pensando ai soldi per i fitti passivi e ai quelli che si potrebbero risparmiare riducendo i costi della macchina amministrativa rendendola veramente efficiente.
Infondo il cinque per mille, quando è nato, era stato creato per dare sostegno agli enti che svolgono attività socialmente rilevanti, questo perché l’associazionismo ha bisogno non solo di volontari, ma anche di una compartecipazione economica da parte dei cittadini al fine di poter continuare a svolgere le proprie attività fondamentali per coprire alcune mancanze della stessa Amministrazione Comunale, senza le quali, molte iniziative e molti servizi, di cui oggi godiamo, verrebbero meno.

Mi permetto anche un attimo di mettermi dalla parte di chi, Associazione, fa affidamento sugli introiti del cinque per mille e si ritrova a “concorrere” con il proprio Comune che chiede ai suoi cittadini di devolverlo all’ente per coprire tutte le buche della strada; che poi sono le stesse Associazioni che negli anni hanno visto diminuire proprio i contributi del Comune, per scarsità di denaro nelle casse pubbliche, e si sono già trovate a dover far fronte a questo disagio inventandosi nuovi metodi per portare avanti le loro attività sociali, educative, culturali, sportive, ecc…
Non è avvilente tutto ciò? Non è “concorrenza sleale”? Infondo il Sindaco sta mettendo i cittadini di fronte ad una scelta: o date il cinque per mille al Comune e vi copro le buche o altrimenti smettete di lamentarvi perché avete scelto voi di tenervi le strade in queste condizioni. Chissà forse è un nuovo metodo di crowdfunding?”

Stefano Tombolini
60100 Ancona

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