Economia

Ex Sadam, la Confcommercio: “Inutile l’ennesimo centro commerciale”

Dopo il no della Regione a nuove Gdo via libera della Commissione alla riconversione, con la possibilità di un retail park di 30mila mq. Critica Confcommercio Marche: "A rischio il bacino commerciale Vallesina"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

La riconversione dell'ex Sadam passa per la linea della contraddizione della Regione Marche che prima ha tuonato contro lo sviluppo di nuovi centri commerciali e poi si è espressa positivamente, per voce della terza Commissione, sulla proposta di legge 298/2013 che dà avvio nei fatti al processo di riconversione, per lo più commerciale, dell'ex area industriale posta tra Jesi e Monsano. Nel piano di riconversione è presente anche la possibilità di realizzare un retail park di 30 mila metri quadrati che, se realizzato, darebbe una spallata devastante al già martoriato commercio di Jesi, della periferia di Jesi e della stessa Vallesina.
Confcommercio sta da tempo sollevando la questione dell'ex zuccherificio e si è spesa in tutte le maniere possibili per contrastare questa ipotesi che è del tutto insensata anche alla luce dei dati regionali sulla grande distribuzione.

"Ribadiamo da tempo – parla il direttore di Confcommercio Imprese per l'Italia Marche Massimiliano Polacco –,  che non ci sono più margini per nuovi centri commerciali, men che meno in area Vallesina e alle porte di Jesi, basandoci sui numeri nudi e crudi. Cito un dato tanto per dare il metro della situazione e per rinfrescare la memoria di chi si dimentica certi valori o fa finta che non esistano: nelle Marche si riscontrano 77 grandi strutture e centri commerciali con una dimensione media di 5.252 mq pari a a 260 mq di superficie per mille abitanti (studio Regione Marche in collaborazione anche con Confcommercio e Università Politecnica delle Marche)".

"E' evidente che non si può andare oltre e non si dovrebbe – continua Polacco –, eppure c'è chi si ostina a dare parere positivo a certi progetti insensati facendo leva su motivazioni che spesso sono più formali che sostanziali. Forse chi valuta questi documenti non ha ben chiaro qual è la situazione fuori dai palazzi della politica. Servono coerenza e linee condivise per ridare forza ai nostri settori economici ma se chi si esprime sui progetti evidenzia poca lungimiranza e contraddittorietà avremo ancora più problemi di quelli attuali che sono già molti".     

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