Bernardo Becci candidato sindaco per Progetto Montemarciano
Politica

Progetto Montemarciano: “Il centro storico? Un centro commerciale naturale”

“Integrare le attività, attingere a fondi regionali e comunitari e creare attrattive per il paese. Dando da subito nuova vita allo strategico locale dell'ex bar Centrale, una proprietà comunale inutilizzata da troppo tempo”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“Fare del centro storico di Montemarciano un centro commerciale naturale. Per renderlo più attrattivo, per rivitalizzarlo, per iniziare quel cammino che ci condurrà all'obiettivo strategico di portare il nostro a essere un territorio a vocazione turistica. È questa la proposta che è scaturita durante le riunioni di Progetto Montemarciano e con la quale vogliamo confrontarci con i cittadini.

Il nostro centro storico, nel suo complesso, ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in un centro commerciale naturale che raggruppi tutte le attività sotto un unico simbolo, un'unica strategia di marketing per ottimizzare gli investimenti promozionali, per unire gli sforzi e, in sinergia con il Comune, organizzare eventi attrattivi proprio come fanno da tempo e con successo le altre realtà marchigiane. Tra l'altro, dato da non trascurare, esistono fondi europei e regionali destinati ai centri commerciali naturali e alle attività che operano nei centri storici. Allacciando quei rapporti istituzionali Comune/Regione, ad oggi completamente deficitari, avremo la possibilità di convogliare su Montemarciano finanziamenti utili, e coerenti con la nostra visione strategica, per rilanciare le attività e rivitalizzare l'economia locale.

Prima di tutto ciò, occorre un primo, fondamentale passo. Sanare la situazione dell'ex bar Centrale, sotto gli archi di via Falcinelli. Forse non tutti sanno che il locale è di proprietà pubblica. È il Comune che, di volta in volta tramite bando, ne affida la gestione a un privato. Il perché il locale sia chiuso da tempo è presto detto: il gestore in questione, per difficoltà economiche, non ha più riaperto. C'è di più. Il bando congegnato dai nostri attuali amministratori prevede anche la possibilità di subaffittare la licenza. Particolare che non è per nulla attrattivo per eventuali altri soggetti economici. Ora, al netto di un'amministrazione comunale che si crede imprenditore pur non avendone le capacità (un altro esempio lo vediamo con la casa per ferie di Villa Colle Sereno che ha potenzialità enormi e andrebbe adeguatamente gestita) riteniamo essenziale ripartire da qui per rivitalizzare il centro. Si deve andare subito a risoluzione del contratto con l'attuale gestore per tornare in pieno possesso dell'immobile.

Ci dobbiamo poi interrogare se sia il caso di confermarne la destinazione d'uso. Crediamo non abbia senso aggiungere un altro bar in paese data la presenza di altre attività analoghe. Una cosa è certa. Si tratta di un immobile strategico per la sua posizione. Quello che vi ho fatto è solo uno degli esempi che mi hanno indotto, insieme a tutti i cittadini che lavorano a Progetto Montemarciano, a promuovere un ripensamento globale sulla politica sugli immobili comunali sparsi su tutto il territorio. Utilizzando meglio il patrimonio a disposizione dell'Ente e attingendo a finanziamenti esterni potremmo liberare risorse finanziarie da riutilizzare in servizi ai cittadini. In questi giorni, durante le riunioni aperte di Progetto Montemarciano, stiamo analizzando le proposte del programma da presentare alle persone in appositi incontri di quartiere. Gli immobili pubblici sono dei cittadini di Montemarciano. È giusto confrontare con loro le idee per il loro impiego.”

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