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Daniele Ballanti interviene sullo stop allo smantellamento della stazione marittima

Da anni si assiste ad un progressivo deterioramento della situazione ambientale di Ancona e alla contrazione della mobilità sostenibile ma ora lo stop allo smantellamento della ferrovia al Porto può aprire uno spiraglio per un ripensamento generale sull'intermodalità porto-aeroporto-interporto in chiave più sostenibile. A luglio sarà donato alle Istituzioni locali un progetto sul frontemare e mobilità di Ancona

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Da anni si assiste ad un progressivo deterioramento della situazione ambientale di Ancona e alla contrazione della mobilità sostenibile. L'impiego dei filobus, cronicamente sottoutilizzati per le programmazioni aziendali e per il mancato controllo del decisore politico comunale, è di circa il 50% del potenziale (i nove filobus della flotta Conerobus non sono mai tutti in circolazione contemporaneamente da mattina e sera) mentre è in circolazione il vecchio bus inquinante a gasolio 218 dell'inizio anni '90. Inoltre la scomparsa delle corsie preferenziali per bus, i parcheggi attrattori di traffico costruiti in pieno centro come il prossimo in arrivo all'uscita della galleria di San Martino e nel 2015 la chiusura della Stazione marittima hanno aumentato il problema di emissioni inquinanti! Chiudendo la Stazione i decisori politici hanno bloccato la trasformazione del servizio ferroviario in una moderna metropolitana di superficie, l'hanno sacrificata per mancanza di una visione alternativa al mantenere in essere lo scarico e carico dei Tir dai traghetti nel porto storico con il corollario delle brutte reti, dell'interruzione dei moli ai cittadini del tanto smog e traffico in pieno centro storico. Anziché accelerare sullo spostamento dei traghetti al Molo Sud, restituendo il porto storico ai cittadini, si è inferto un colpo ad una infrastruttura intermodale come la nostra che i molti posti ci invidiano. La linea aerea è già stata rimossa dal tracciato ed ora, finalmente, la Regione Marche con il nuovo Presidente Francesco Acquaroli e l'Assessore alle Infrastrutture Francesco Baldelli ha ridato speranza al mantenimento della Stazione marittima come parte importante dell'intermodalità porto-interporto-aeroporto. Le interferenze con le altre modalità di trasporto portuali si risolvono con una visione legata alla sostenibilità ambientale: alla base è stato sbagliato l'adattare il Porto storico ai traghetti sacrificando tutto ciò che dava fastidio. Eppure, trasferendo l'approdo traghetti, tir e quanto annesso e connesso al Molo Sud, con le banchine adattate, il problema è automaticamente superato. Occorre però crederci, perché di slogan vuoti sulla tutela ambientale ne sono stati lanciati fin troppi. Mesi fa, proprio su questo tema ho commissionato ad uno studio di architettura cittadino la realizzazione di una mia proposta, progetto che sarà presentato, e donato alla Regione Marche, al Comune di Ancona e all'Autorità Portuale, in occasione del Convegno sul 160° anniversario dell'Unità d'Italia realizzato con la mia Associazione culturale Ankon nostra. Coniugare le esigenze dei trasporti commerciali, della mobilità sostenibile, dell'intermodalità, della restituzione del Porto storico ai cittadini togliendo ogni rete, rese inutili dallo spostamento dell'area Schengen al Molo sud e all'utilizzo delle zone sgomberate per spazi restituiti alla città, è possibile, se si vuole. Sarebbe anche doveroso come impegno verso l'Ambiente e le future generazioni. Occorre che le Istituzioni e le Associazioni ambientali e di cittadini si mettano intorno ad un tavolo senza nessun pregiudizio o steccato ideologico, ma solo con l'obiettivo di raggiungere il bene comune attraverso il processo di partecipazione democratica. Sarebbe davvero auspicabile. Daniele Ballanti Presidente Associazione culturale Ankon nostra

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