Orgoglio per il padre boss e odio per la Polizia, ecco Ugo: leader della banda dello spray

La banda era capace di muoversi in più sottogruppi dove ognuno ricopriva dei ruoli precisi, che erano comunque sempre intercambiabili a seconda delle esigenze

A sinistra Ugo Di Puorto e a destra la Lanterna Azzurra

E’ vero, la banda era capace di muoversi in più sottogruppi, dove ognuno ricopriva dei ruoli precisi, comunque sempre intercambiabili a seconda delle esigenze. Tuttavia la figura centrale della banda è sempre stata quella di Ugo di Puorto, il 19enne casertano, figlio di Sigismondo Di Puorto, detto Sergio, 48 anni di San Cipriano di Aversa (Caserta), in carcere per associazione camorristica ed estorsione, con collegamenti con il clan dei Casalesi. E' stato il 19enne a premere la bomboletta che la maledetta notte del 8 dicembre scorso ha scatenato il panico mortale. Lui che, emerge dalle intercettazioni ambientali ottenute dai carabiniei di Ancona, parlava spesso di quel padre con orgoglio e grande ammirazione, mentre non mancava mai di esprimere il suo odio per le forze di Polizia, rimarcato anche sulla copertina del suo profilo Facebook, dove c'era l'immagine della scritta "ACAB", cioè "all cops are bastards": tutti i poliziotti sono bastardi. 

La famiglia da cui arriva Ugo 

Suo padre sigismondo proprio una settimana fa è stato trasferito dal carcere di Voghera ad un carcere di massima sicurezza in Sardegna (ma non è detenuto al 41 bis). Sigismondo Di Puorto compariva in diverse estorsioni dopo la cattura del boss Raffaele Diana alias Rafilotto prima e Nicola Schiavone (figlio di Sandokan) dopo. Quest'ultimo si era fatto la residenza a Modena e 'Sergio' era prima diventato il suo autista e poi il suo successore quando Nicola Schiavone, figlio del capoclan era stato arrestato.  Quando Sigismondo fu arrestato a San Cipriano nell'abitazione dove era stato ospitato, in una camera da letto, vennero ritrovati, oltre ai suoi abiti firmati ed effetti personali tra cui una foto del figlio Ugo, anche una parrucca bionda con capelli lunghi che utilizzava per i suoi spostamenti. Ancora, nella famiglia Di Puorto  c'è pure il nonno di Ugo, omonimo dell'arrestato per i fatti di Corinaldo, Stesso nome, il nonno è agli arresti domiciliari per intestazioni fittizie al clan dei Casalesi. Infine c'è lo zio del 19enne, Pasquale Di Puorto, (fratello di Sigismondo)  è l'unico detenuto al 41 bis. Era proprio Pasquale Di Puorto uno dei boss dei Casalesi guardaspalle del figlio di Nicola Schiavone (figlio Francesco Schiavone detto Sandokan) che all'epoca ufficialmente senza reddito, fu fermato a Modena alla guida di una Ferrari 430 noleggiata versando 18 mila euro come deposito cauzionale. Tutti specialisti in richieste estorsive con vere spedizioni punitive a commercianti e imprenditori di origini casertane. Pensavano insomma tutti di vivere come i gangster nel film Scarface con Al Pacino. Spesso nullafacenti, facevano la bella vita nei locali notturni, tra champagne e ballerine. Del resto anche Ugo, insieme al resto della banda, spendeva soldi in una bella vita fatta di locali, abiti firmati, stanze di albergo e droga. 

Verso gli interrogatori di garanzia

«Cominceranno martedì gli interrogatori di garanzia nel carcere di Modena per i 7 arrestati". Lo riferisce all'Adnkronos l'avvocato Pietro Chianese nel collegio difensivo dei giovani finiti in cella con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine e di omicidio preterintenzionale. Sfileranno dinanzi al gip: Ugo Di Puorto, 19 anni di San Prospero (Modena), Andrea Cavallari, 20 anni di Bomporto (Modena), Moez Akari, 22 anni residente a Castelnuovo Ranone (Modena), Raffaele Mormone, 19 anni di San Cesario sul Panaro (Modena), Badr Amouiyah, 19 anni residente a San Prospero (Modena) e Sohuibab Haddada, 21 anni residente a di Bomporto (Modena). La settima persona che dovrà essere ascoltata dal giudice è il 65enne accusato invece di comprare le collane d'oro, Andrea Balugani di  Castelfranco Emilia.  Secondo le indagini, ogni mese la banda dopo i furti vendeva circa mezzo chilo d'oro, portando a casa 15mila euro in contanti. 

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