Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Ossa ritrovate, un vecchio spazzolino per avere l’ultima conferma sul corpo di Cameyi 

La Procura incaricherà un consulente per la comparazione del dna ricavato dai resti con quello di un vecchio spazzolino da denti appartenuto alla giovane bengalese

Sarà un vecchio spazzolino da denti a dire se tra le ossa ritrovate accanto all’Hotel House di Porto Recanati ci sono anche quelle di Cameyi Mosammet. A Porto Recanati oggi dovrebbero proseguire gli scavi e una volta ultimata la raccolta dei resti umani si passerà alla fase di identificazione.

Sulla vicenda è stata impegnata nelle ultime ore anche la squadra Mobile di Ancona, coordinata dal dirigente Carlo Pinto, in supporto all’attività della Mobile di Macerata. Questo perché nel maggio del 2010 fu proprio la questura dorica a indagare sulla scomparsa dell’allora 15enne bengalese avvistata l’ultima volta proprio nei pressi dei palazzoni di Porto Recanati dove abitava il suo fidanzatino, oggi un 29enne che si trova fuori dall’Italia. Gli agenti anconetani sono stati consultati perché conoscevano nel dettaglio alcuni elementi come il vestiario di Cameyi al momento della scomparsa: borsa nera oltre a maglietta, pantaloni e scarpe sportive tutto di colore bianco. E tra quei resti c’era proprio una scarpa bianca dello stesso modello indossato da Cameyi il 29 maggio di dieci anni fa. E’ stato proprio questo elemento martedì sera a far sospettare ad amici e conoscenti della famiglia che quelli potessero essere i resti della giovane bengalese.  

La palla passa ora alla Procura di Macerata, titolare dell'inchiesta per competenza territoriale, che ha già aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio e occultamento di cadavere. Nelle prossime ore i magistrati nomineranno un consulente che sarà incaricato di effettuare il test del dna sui oltre 30 frammenti ritrovati. Incarico che verrà formalizzato in un'udienza ad hoc e solo dopo inizieranno gli esami medico-legali. Le ossa sono riconducibili a due cadaveri e se uno di quelli appartiene a Cameyi lo dirà la comparazione del dna estratto dalle ossa con quello ricavato dal vecchio spazzolino da denti della ragazza, custodito per 10 anni dalla polizia anconetana.  
 

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