Luci e tavoli apparecchiati, ma bar e ristoranti sono deserti: «Così non ce la facciamo»

Gli operatori anconetani del food hanno aderito in massa al flash mob nazionale "Risorgiamo Italia". E ora la consegna delle chiavi al sindaco

Il tavolo apparecchiato a Portonovo da Marcello Nicolini

Tavoli apparecchiati, luci accese, ma locali deserti. Anche i baristi, i ristoratori e i gestori di locali anconetani hanno aderito in massa a "Risorgiamo Italia", il flash mob organizzato dal Mio (Movimento Imprese Ospitalità) a livello nazionale per invocare attenzione e presentare una serie di richieste al Governo per favorire la rinascita del settore, messo in ginocchio dalla crisi legata al Coronavirus.  Gli operatori del food vogliono tornare ad aprire il prima possibile, ma a condizioni accettabili: se i presupposti sono questi, ripartire è impensabile, anche dal 1° giugno come previsto dall'ultimo Dpcm del premier Giuseppe Conte.

Prestiti garantiti, riduzione delle imposte, abbattimento delle tasse locali, sospensione del Durc, contributi a fondo perduto: sono solo alcune delle richieste formulate e ritenute indispensabili per salvare il settore. Per far sentire di più la propria voce, bar e ristoratori hanno aperto per una sera i loro locali deserti, simulando di ricevere clienti: sui tavoli apparecchiati compaiono gel per le mani accanto a piatti e posate, mascherine e pure delle bollette, quelle che gli esercenti chiedono di non pagare per il periodo in cui sono stati costretti alla chiusura forzata. «La nostra non è una protesta, ma una richiesta d'aiuto - dice a nome di tutti Giovanna Burattini del Bar del Pinocchio, amministratrice del gruppo Facebook Baristi e Ristoratori uniti delle Marche -. I locali sono nostri, ma in realtà appartengono a tutta la città. Chiediamo aiuto al sindaco e alla Regione affinché portino le nostre istanze ai piani alti: non possiamo riaprire se le condizioni restano queste». Il secondo atto di questa forma di richiesta d'aiuto sarà la consegna delle chiavi al sindaco Valeria Mancinelli, un gesto simbolico che avverrà domani mattina (29 aprile) in Comune. 

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