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Venerdì, 14 Giugno 2024
Attualità Pietralacroce / Via della Ferrovia

Recinzioni per fermare l'ingresso dei cinghiali in città, il Comune corre ai ripari: individuati i punti di accesso

Intervista all'assessore all'Ambiente, Michele Polenta, sulle azioni messe in campo dal Comune di Ancona per risolvere il problema

ANCONA- Gli avvistamenti di cinghiali ormai sono all’ordine del giorno soprattutto in alcune zone della città, quelle più vicine al Parco del Conero. Pietralacroce, Vallemiano, Pincio, via Angelini, via della Ferrovia, Parco Montemarino, Posatora, Borgo Rodi, Quartiere Adriatico solo per citare alcuni dei quartieri e delle vie che ricevono più spesso la visita degli ungulati. Capita che gli automobilisti siano costretti a frenare di botto perché un branco di cinghiali sbuca all'improvviso in mezzo alla strada, altri segnalano avvistamenti nei giardini di casa, oppure nelle zone verdi vicino alle abitazioni. Di fronte a questo problema crescente l’amministrazione comunale che cosa può fare? «Possiamo attuare parte delle iniziative previste nel protocollo d’intesa firmato nel 2021 con la Regione Marche. Le nostre sono solo azioni indirette, non sono risolutive. Non abbiamo la possibilità di agire direttamente sugli ungulati in quanto la competenza è della Regione che deve intervenire con la Polizia Provinciale- spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Ancona, Michele Polenta-. Nel protocollo d’intesa sono stati presi impegni importanti che sarebbero stati risolutivi per il problema, invece la Regione Marche non ne ha mai dato attuazione, non ha modificato la legge regionale, non ha investito in personale e risorse economiche per la Polizia Provinciale».

Assessore Polenta quali sono quindi le azioni indirette che l’amministrazione comunale ha già messo in campo o che intende attuare per cercare di impedire l’accesso dei cinghiali in città? «Le azioni indirette sono il tenere pulito il territorio dai rifiuti, quindi maggiore attenzione da parte di AnconAmbiente alla raccolta, e tenere il più pulito possibile le zone campestri perché lì i cinghiali potrebbero annidarsi e fare tane. Inoltre, su iniziativa della Direzione Ambiente abbiamo fatto dei sopralluoghi in via della Ferrovia per verificare possibili punti di accesso dei cinghiali. La Polizia Provinciale ha poi installato delle fototrappole che hanno immortalato di notte in un paio di aree private il passaggio degli ungulati. Abbiamo quindi chiesto ai proprietari il permesso di poter accedere e di poter recintare queste zone dalle quali i cinghiali accedono alla città e salgono ad esempio verso il Pincio, via Angelini, Parco Montemarino. Stiamo aspettando il loro benestare per poter procedere al confinamento. Questi sono tutti interventi di manutenzione straordinaria, costi aggiuntivi che non dovrebbero essere a carico del Comune e che invece stiamo sostenendo con un’inevitabile ricaduta sulla collettività. Stiamo facendo il possibile con le nostre risorse anche se non è di nostra competenza, ma della Regione».

Assessore nei giorni scorsi Andrea Busetto Vicari, agricoltore dell’urbinate nonché presidente provinciale e vice presidente regionale della Confederazione Italiana Liberi Agricoltori, è intervenuto sul caso cinghiali Ancona dichiarando che il sindaco può intervenire con delle ordinanze per tutelare la pubblica incolumità proprio come fatto dal sindaco di Urbino nel 2021. Che cosa ne pensa? «Perché investire fondi a livello amministrativo quando la competenza è della Regione? Perché dobbiamo rinunciare alle risorse ad esempio per asfaltare le strade che tutti i cittadini si lamentano per una cosa che deve fare la Regione? Questi interventi straordinari vanno ad aggravare i costi della collettività, la Regione potrebbe allora darci dei fondi per intervenire. Concentriamoci su chi deve fare e non su chi potrebbe farlo».

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