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Il porto nel porto: storia, andeddoti e resti dell’antico scalo romano

Fu la base della flotta romana che pattugliò l'Adriatico durante le guerre Illiriche. La storia dell'antico porto romano di Ancona

Il porto romano di Ancona venne fondato nel IV a.C. da una colonia di siracusani, ma i resti risalenti a quel periodo sono quasi del tutto scomparsi. E’ provato invece che lo scalo fu particolarmente attivo dall’età repubblicana al V secolo d.C. Il portale del Comune di Ancona racconta che i moli anconetani fecero da base per la flotta romana che pattugliava l’Adriatico durante le guerre Illiriche. Per questo motivo, in quegli anni, il porto fu protetto da una muraglia i cui resti sono visibili ancora oggi all’altezza della passerella dell’Istituto Nautico. Nella stessa zona si possono osservare anche quel che resta degli antichi bacini per il ricovero delle navi. Proprio al porto di Ancona, Traiano partì per la vittoriosa spedizione in Dacia (101-106 d.C.)

Nell’era tardo ellenistica il porto fece di Ancona un punto di riferimento nelle rotte commerciali del Mediterraneo: gli scavi condotti tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 lo testimoniano con il ritrovamento di articoli di lusso e corredi funerari di particolare pregio. Molto più tardi, nel XIII secolo, venne costruita la Casa del Capitano del Porto, caratterizzata dalle arcate in pietra che, nella parte fronte mare, incorniciano un addobbo floreale. L’area archeologica, in fase di valorizzazione. 

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