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«Quanti sacrifici per diventare Stella», ma l’Australia premia Denise: miglior attrice

All’anconetana Denise Tantucci il premio miglior attrice protagonista al Sydney Science Fiction Festival con il film “Buio”: «Vi racconto come è nato il personaggio di Stella»

Mettete da parte per un attimo Giada di “Un Medico in famiglia” o “Nina” di Braccialetti Rossi. Questa volta Denise Tantucci è Stella, una ragazza costretta dal padre a vivere serrata in casa con le due sorelle Luce e Aria. Motivo? Fuori, a detta del genitore, è scoppiata un’apocalisse nucleare e solo lui può uscire a cercare cibo. Nomi e trama fanno pensare a una fiaba dark? Corretto. “Buio”, film della fermana Emanuela Rossi (foto in allegato), è esattamente questo. L’opera ha vinto il premio SIAE per il soggetto ai Nastri d’Argento 2020 e la sezione “Alice nella città” al festival di Roma 2019. L’attrice di Marina di Montemarciano ha appena conquistato lo scettro di miglior attrice protagonista al Sydney Science Fiction dopo aver incassato elogi al Brooklyn Nightstream, uno dei più noti festival dell’horror. «Peccato non poterlo andare a ritirare per le restrizioni Covid» ha commentato. Il segreto del successo? Talento e metodo di lavoro “all’americana”. «Abbiamo provato molto insieme e letto fatti di cronaca - racconta Denise- abbiamo immaginato di trovarci in situazioni di difficoltà che creano panico. Nel mio caso? Il viaggiare in aereo». Cercare e restituire un’emozione, ma nel caso di Denise c’è stata anche una vera e propria trasformazione fisica: «Una dieta ferrea, perché per il personaggio dovevo sembrare malnutrita. Sia chiaro, tutto sotto controllo medico, nessuna pazzia, ma per me che sono abituata a mangiare qualunque cosa è stato difficile. Nel film poi le ragazze fanno ginnastica guardando videocassette di aerobica anni ’80 e nei 4 mesi di prove lo abbiamo fatto davvero». Nei ruoli di Luce e Aria ci sono Gaia Bocci e Olimpia Tosatto (quest'ultima di soli 4 anni): «Abbiamo vissuto e lavorato come una vera famiglia e quando arriva un premio individuale è sempre perché c’è stato un gran lavoro di squadra». A 23 anni Denise è già un'attrice affermata e la notorietà, a volte, le ha presentato il conto: «Spesso la gente non capisce che siamo persone anche noi e crea episodi spiacevoli. Una volta sono stata male in aereo e la gente ha iniziato a filmarmi proprio perché ero conosciuta». Cinema a parte? «Mi sto per laureare in fisica. Diventare ricercatrice è l’altra mia grande passione e mi piacerebbe non dover scegliere mai tra questo e la recitazione». 

«Un film con un budget così piccolo che va a concorrere in festival internazionali è un gran bel risultato- spiega la regista Emanuela Rossi- l’idea è nata perché avevo la sensazione che qualcosa stava arrivando, una specie di paura dell’ambiente esterno da quando sono diventata mamma. Paura dei pericoli che i bambini possono incontrare. Il film è nato da questa angoscia e dalla lettura di molte favole- continua la regista- in “Buio”, Denise è una bellissima principessa guerriera, dolce ma combattente. Il fatto che fosse marchigiana come me ha aiutato a capirci. Ora mi piacerebbe fare un film nelle Marche ma bisogna investire. Non solo nei grossi nomi, ma anche in proposte più giovani e alternative». 

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