Corruzione in Comune, le opposizioni rispondono al sindaco: «chiamata alle armi»

Dura replica dei partiti di opposizione alla conferenza stampa del sindaco Valeria Mancinelli sulle ultime vicende giudiziarie. Partono raccolte firme e si chiede una commissione d'indagine permanente

Da sinistra MArco Ausili, Angelo Eliantonio, Daniele Berardinelli, Daniela Diomedi

Opposizioni compatte, tutte riunite intorno a un tavolo di Palazzo del Popolo subito dopo la conferenza stampa del sindaco Valeria Mancinelli sulle ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Comune. «Capisco che il termine è politicamente scorretto, ma chiamiamo gli anconetani “alle armi”» ha detto il capogruppo FdI Angelo Eliantonio, riferendosi alla raccolta firme che oggi pomeriggio inizierà in Piazza Roma per chiedere l’istituzione di una commissione d’indagine interna al Comune (FI ha iniziato venerdì). Richiesta avanzata dalla Lega e già sottoscritta da tutta l’opposizione, con il M5S che ha reiterato formalmente una proposta già bocciata nella scorsa consiliatura: quella di una commissione comunale permanente che possa selezionare ed esaminare gli atti amministrativi in piena autonomia. Alla luce di quanto sta emergendo dalle indagini, infatti, è proprio la filiera dei controlli in seno a Palazzo del Popolo a finire nel mirino della minoranza. «Il sindaco ha scaricato tutta la responsabilità sul geometra Bonci» dicono in coro le opposizioni, con Daniele Berardinelli che va giù duro: «Manarini non poteva non sapere e se il sindaco dovesse rimuovere uno degli assessori, dovrebbe riflettere sulla possibilità di rimuovere anche sé stessa dalla carica». 

La commissione specifica e quella permanente 

«Se faccio un accesso agli atti mi rispondono dopo tre mesi, serve una commissione permanente che decida di attenzionare in autonomia alcune situazioni- ha detto Daniela Diomedi (M5S)- abbiamo reiterato formalmente la richiesta che era stata bocciata nell’altra consiliatura. Se facessero ostruzionismo su questo sarebbe sintomatico che il padrone del vapore vuole continuare a condurlo in assoluta libertà e arbitrio». La Lega aveva proposto una commissione d’indagine specifica sulla vicenda giudiziaria e ha già raccolto l’ok di tutta l’opposizione. «Il Pd e la Mancinelli usano il loro potere per salvare il salvabile in modo antidemocratico e prevaricatorio- ha detto il capogruppo Marco Ausili- grazie alla maggioranza stanno affossando la commissione di indagine non permettendo al consiglio comunale una forma di controllo. Serve che i cittadini manifestino il loro dissenso per liberare Ancona dal clientelismo e dal malaffare in cui, pare, sia finita. La commissione d’indagine è l’unico strumento politico che il consiglio comunale ha in questo caso, se sarà negato è evidente che saremmo esautorati». 

«Chiamiamo i cittadini alle armi»

Per Angelo Eliantonio (FdI) il sindaco si è soffermato su tecnicismi: «In conferenza ha parlato solo dell’aspetto corruttivo, come se avesse derubricato i reati di cui sono accusati gli assessori. Secondo quanto ha raccontato la Mancinelli, Bonci aveva un potere enorme nella gestione degli appalti, ma è evidente che p mancata la governance e la filiera dei controlli. Nei Comuni c’è un responsabile che ha la delega all’anticorruzione e ha il compito di proporre e predisporre strumenti adeguati, tali poteri vanno coordinati con altri organi di controlli interni alle amministrazioni anche al fine di contrastare i fenomeni di mala-amministrazione. Qui qualcosa non ha funzionato, ci sono responsabilità infinte sui controlli ed è impossibile che un sindaco faccia spallucce difronte a cose così evidenti». Il capogruppo FdI ha anche giudicato: «Inopportuno» il fatto che tra i legali di Bonci ci sia la sorella dell’assessore Paolo Marasca, indagato per omissione di atti di ufficio. 

«Una spolverata sulla giacca»

Daniele Berardinelli è tornato sulla vicenda dei Laghetti del Passetto, tra quelle finite delle indagini: «Sembra che l’amministrazione fosse “caduta dal pero” quando io stesso ho fatto dei sopralluoghi con un quotidiano locale». Poi la vicenda del cimitero: «La Mancinelli non ha parlato della presunta distrazione dei fondi per il cimitero, anche là Bonci aveva potere di firma o c’è qualcun altro che poteva controllare? Nel suo libro il sindaco parla di “autoconservazione della politica dicendo che alcuni amministratori risolvono tutto con una spolverata alla giacca”, è quello che sta facendo lei». 

La polizia locale e le “coincidenze”

Le opposizioni ribadiscono la vicinanza alla sezione giudiziaria della Polizia Locale, dove si sono registrate ristrutturazioni e trasferimenti a ridosso delle indagini. «13 giugno ci sono state quelle sulla biblioteca Benincasa e tre giorni dopo il maggiore Caglioti è stato rimosso dall’incarico – ha detto Ausili- il 7 novembre si è venuti a conoscenza delle indagini in Comune, il giorno prima erano stati rimossi 2 agenti su 4 della sezione giudiziaria». Per la Diomedi «Le attività di ostruzionismo sono cominciate quando la sezione giudiziaria ha arrestato un assenteista e ha sequestrato un immobile occupato abusivamente con il consenso del comune, il quale pagava le forniture e questa attività di ostruzionismo rispetto a quel corpo iniziata in quel momento. Avevamo già sollevato come il declassamento di Caglioti fosse illegittimo perché non motivato». 


 
 

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