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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Jesi

In Caterpillar da 24 anni, Davide papà-guerriero: «Un futuro c’è sempre»

Quarantotto anni, separato e padre di due figlie. Davide Fiordelmondo: «Del Natale non mi interessa nulla. Ci stiamo ricompattando, sarà una vertenza senza tregua»

Prima la devastazione nell’animo, poi la rassegnazione. Ora  però Davide ha ritrovato uno spiraglio di ottimismo. «La vicenda con la Caterpillar la considero chiusa, ma guardo avanti perché la nostra fabbrica è solida e speriamo in qualche possibilità di acquisizione. Ora ci stiamo un po’ ricompattando, vogliamo guardare avanti». Il presente però è una battaglia, il recente passato una ferita ancora aperta. Davide Fiordelmondo è un papà separato di 48 anni, ha due figlie e in Caterpillar c’è entrato 24 anni fa, pochi mesi dopo l’arrivo dell’azienda statunitense a Jesi. Da 16 anni è delegato Fiom ed è stato uno dei primi, durante le presentazioni del nuovo direttore di stabilimento, a sentirsi chiudere le porte in faccia in quella che paradossalmente doveva essere una riunione per pianificare 25 assunzioni. Quel “devo darvi una brutta notizia” arrivato come una doccia fredda fanno ancora rumore e male: «Certo che le ricordo, come posso scordarmele?» racconta Davide. 

Al Natale Davide non ci pensa neppure: «Non mi interessa nulla delle festività- racconta- sono separato con due figlie, economicamente per un operaio significa essere già alle strette tra assegni familiari e tutto il resto. Non è questo però il problema- spiega il dipendente.- con Caterpillar ho capito che è un capitolo chiuso, con loro neppure ci si tratta, ma la fabbrica è solida e può avere un futuro quindi non siamo così pessimisti. Ci possono essere delle possibilità». La notizia della chiusura Davide l’ha dovuta dare in pochi minuti ai suoi colleghi e in poche ore alle sue figlie. «Uscito dalla riunione ho chiamato giù allo stabilimento e ho detto a tutti di uscire, che ci sarebbe stato uno sciopero visto quello che era emerso». Da lì sono partite le agitazioni che hanno portato al partecipato corteo di ieri pomeriggio (VIDEO). Poi, c’è il Davide papà: «E’ chiaro, ho dovuto spiegare la situazione alle ragazze. La più grande ha ereditato da me la passione per i temi sociali, mi è stata e mi sta vicino. La più piccola capisce il momento ma è tranquilla anche lei. E’ carattere». Una famiglia battagliera, quella del veterano della fabbrica jesina. Fiducia sì, ma a 48 anni la sfida è guardarsi intorno per avere in tasca il classico “piano B”: «L’età non è delle migliori per il mondo del lavoro, ma conto sulla mia professionalità. Sono specializzato in controllo saldature e ultrasuoni, ho diversi brevetti e guardo avanti. Ora però voglio risolvere le cose qui, in questa azienda. Perché questa vertenza, comunque vada, la porteremo avanti senza tregua. E’ la lotta di tutti, la gente ha capito che questo modello delle delocalizzazioni non funziona più, non può continuare, non va più bene». 

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