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Tasse, a Falconara la maglia nera davanti ad Ancona e Osimo

La città della Raffineria è al 95° posto per tassazione anche se è il capoluogo regionale a registrare l'aumento maggiore rispetto allo scorso anno

Le imprese festeggiano il Tax Free Day con un giorno di ritardo rispetto al 2017. Lo dice l'indagine di Cna Ancona sul cosiddetto “giorno della liberazione”, il giorno dell'anno in cui “l'imprenditore può finalmente cominciare a destinare i guadagni aziendali all'impresa e alla propria famiglia e non più al fisco italiano”. I dati arrivano dal rapporto annuale dell’Osservatorio permanente Cna sulla tassazione delle Pmi “Comune che vai, fisco che trovi”, che ha analizzato in totale 137 comuni italiani. Dall’indagine risulta che nel 2018 la città di Ancona vede un aumento della tassazione sulle imprese dello 0,2% con un Ttr (Total tax rate, vale a dire l'ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese) che passa da 59,4% del 2017 all’attuale 59,6% facendo slittare il Tax Free Day dal 4 al 5 agosto. L’aumento registrato si posiziona sui contributi previdenziali degli imprenditori che salgono da 11.101 euro a 11.308. Un aumento non compensato dalla diminuzione delle tasse locali (addizionali regionale e comunale). Nella graduatoria nazionale, Ancona si posiziona al 45° posto, mantenendo la posizione del 2017, indice che l’aumento dell’imposizione fiscale è fenomeno comune in tutta Italia.

Nell’ambito dell’area vasta di Ancona, l’indagine Cna pone la città dorica al centro classifica: la tassazione più alta dell’area vasta è quella di Falconara che si conferma con un Ttr al 62,7% (+0,2 rispetto al 2017 – Tfd il 16 agosto, posizione in classifica 95° posto), seguita da Ancona con un 59,6% ed infine Osimo con un 58,6 (+ 0,2% rispetto al 2017 – Tfd il 1 agosto, 32° posto in classifica). “I dati dell’indagine annuale della Cna, evidenziano come il peggioramento, nonostante una diminuzione delle tasse locali, sia attribuibile all’imposizione nazionale, in particolare relativamente a contributi previdenziali ed infortunistici – commentano Andrea Cantori e Loredana Giacomini, rispettivamente segretario e presidente della Cna di Ancona –. Proprio per questo la classifica non è mutata e per tale ragione le posizioni delle città a livello nazionale sono rimaste sostanzialmente stabili. La battaglia per l’alleggerimento della tassazione si sta spostando ancora una volta verso il livello nazionale. I grafici mostrano chiaramente come l’erario e i contributi incidano sostanzialmente sul reddito disponibile. Per tale ragione si fa sempre più urgente una seria discussione a livello nazionale sulla tassazione Irpef collegata alla realtà dei parametri di bilancio, senza creare false aspettative che minerebbero ancora di più il rapporto di fiducia con lo Stato centrale”.
 

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