Student Voice, al Galilei di Ancona anche gli studenti medaglia d'oro a Beijing

Coinvolgere gli studenti nei processi decisionali della scuola: ecco il metodo educativo Student Voice illustrato al liceo dorico durante il corso formativo organizzato dall'Irase

I due studenti medagliati

Fare esperienza, maturare competenze, partecipare ai processi scolastici. Lo chiedono gli studenti italiani secondo la ricerca di Federico Batini, docente dell'Università di Perugia, illustrata al liceo scientifico Galilei nel corso dell'iniziativa di formazione dedicata allo Student Voice, metodo di insegnamento che coinvolge gli studenti nei processi organizzativi della scuola, organizzata da Irase Ancona e Isis Osimo Castelfidardo. Tra le istituzioni presenti anche il garante regionale dei diritti Andrea Nobili. Apprezzati gli interventi di Alison Cook Sather, docente del Bryn Mawr College in Pennsylvania, e Valentina Grion, docente dell'Università di Padova, autrici del libro "Student voice - Prospettive internazionali e pratiche emergenti in Italia".

Una partecipazione che i ragazzi ricercano come testimoniato da un rappresentante del Galilei. «Qui c'è sempre rapporto diretto con prof - ha detto - Tutti noi ci confrontiamo. Può sembrare scontato ma non lo è ed è un punto molto a favore per questa scuola». Tra i ragazzi anche studenti della Politecnica vincitori della medaglia d'oro all'ultimo  Youth Science Creation Competition di Beijing, competizione scientifica mondiale dell'innovazione, con un progetto nato e sviluppato proprio nelle Marche. Si tratta di un bastone da passeggio "intelligente": grazie a speciali sensori e al Bluetooth è in grado di segnalare eventuali cadute di anziani, geolocalizzare e attivare i soccorsi. «Il progetto - spiegano i ragazzi - è nato nel reparto di informatica durante il periodo alternanza scuola lavoro. Lo abbiamo dotato di sensori di forza e accelerazione per evitare falsi allarmi in caso di cadute del solo bastone. Non ci aspettavamo il risultato perché c'era uno progetti molto interessanti. Gli altri sono molto più organizzati ma ci siamo riusciti lo stesso».

«Il metodo dello Student voice consente a studenti e insegnanti, in qualità di persone di conoscersi come protagonisti nei processi educativi. La persona è al centro dei processi educativi all'interno di una società complessa e allo,studente va la massima attenzione. Una centralità che andrebbe applicata tutti i giorni. Penso che lo spazio partecipativo degli studenti si sia ridotto negli anni e va rivisto nell'ambito della riorganizzazione degli organi interni della scuola» ha detto Noemi Ranieri, segretaria nazionale Uil Scuola.

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