Cronaca

Selfie nel mirino, raddoppiati i casi di cyberbullismo nel 2014

Lo dicono i dati degli agenti della Polizia Postale di Ancona e Marche che, coordinati dalla dirigente Cinzia Grucci, hanno stilato il bilancio dell'attività per l'anno 2014

E’ la moda che impazza sui social network, capace di contagiare giovani e meno giovani, uomini e donne. E’ il “Selfie”, inglesismo usato per definire l’autoritratto fotografico, destinato per lo più a finire in rete, nel web e sui social network, per condividere quell’attimo di divertimento con gli amici. Ma a volte, c’è poco da ridere. A lanciare l’allarme è la polizia Postale di Ancona e Marche che, tirando le somme del bilancio dell’attività per l’anno 2014, ha scoperto un dato alquanto preoccupante. Sono raddoppiate le denunce per cyberbullismo (più di 127 le denunce nel 2014), mentre persistono i casi di adescamento di minore tramite i social. E tra i fattori di rischio spesso c’è proprio quel selfie, dove emerge un difetto estetico o magari una particolare nudità. L’arma perfetta per una prepotenza, o peggio ancora, per un vero ricatto a luci rosse.

Il cyberbullismo c’è ed è in crescita nella provincia di Ancona e Marche. Nell’ultimo anno i poliziotti della Postale marchigiana, diretti dalla dirigente Cinzia Grucci, hanno affrontato il doppio dei casi rispetto al 2013. C’è di tutto. Il vicino di casa troppo curioso, l’estraneo che si vendica contro la bella ragazza che gli ha rifiutato l’amicizia. Ma soprattutto compagni di scuola, conoscenti e coetanei che girano per il web intercettando i selfie delle loro vittime. Poi li diffondono tramite Facebook, Twitter, Whatsapp, in una spirale tanto virale quanto violenta per la dignità della persona. A volte alcuni riescono anche a clonare i profili facebook delle vittime, per poi pubblicare foto, video e messaggi imbarazzanti, mortificando i ragazzi ignari di essere vittime del bullo. Solo poche settimane fa gli agenti della Postale hanno indagato sul caso di un’anconetano che, dopo essersi lasciato con la fidanzata minorenne, l’ha derisa con gli amici diffondendo un selfie erotico, in cui lei era ritratta solo con le mutandine. Per non parlare di un dato ancora più preoccupante: secondo la polizia 2 su 3 non denunciano.

Poi c’è il vero e proprio abuso su minore da parte di chi scarica e diffonde selfie e foto di ragazze. Il motivo? Profili social particolarmente audaci uniti ad un interesse non contracambiato, a volte basta perché le ragazze vengano giudicate  spudorate, così da essere “punite”, come in una sorta di azione moralizzatrice. In un attimo è possibile passare al reato di minaccia e estorsione. Ad esempio quando vengono alla luce casi che vedono protagonisti veri e propri hacker, capaci di registrare l’utente mentre è intento a masturbarsi davanti ad una videochat erotica. Non ci si accorge di nulla e pochi minuti dopo arriva la prova del video e un messaggio: «Paga o lo diffondiamo nella tua città». 

Oltre a questo c’è anche l’attività messa in campo dagli agenti per contrastare i tanti reti legati al mondo virtuale. Su tutti c’è la diffusione di materiale pedopornografico, per cui nel 2014 gli agenti hanno arrestato 3 persone e denunciate 49. Poi ci sono anche  tanti interventi a protezione delle infrastrutture critiche informatizzate. Prevenzione e contrasto dei crimini a danno dei portali home banking. Sono invece 2 gli arresti per odio razziale, molestie e minacce, a seguito di controlli su siti internet in cui erano stati diffusi video e foto discriminatori verso le minoranze. 513 le denunce raccolte per le truffe on line.

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