Ricorso contro il calendario venatorio

L'Enalcaccia in giudizio per la tutela dei cacciatori e del territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Ricorso contro il Calendario Venatorio L'Enalcaccia in giudizio per la tutela dei cacciatori e del territorio L' Enalcaccia Marche si è costituita in giudizio presso il TAR, nell'ambito del ricorso che vede tutte le associazioni ambientaliste ed animaliste schierate nell'intento di bloccare l'esercizio venatorio per la stagione appena iniziata. La delegazione regionale dell'associazione venatoria, con il patrocinio dell'Avv. Giorgio Salustri, del Foro di Macerata, appassionato cacciatore ed anche Presidente della sezione Provinciale di Macerata, ha depositato un atto di intervento, cd ad opponendum, ponendosi quindi a difesa del calendario Venatorio ed a sostegno della sua validità, in quanto rispettoso delle normative nazionali e comunitarie, a dispetto di quanto si vorrebbe far credere. All'udienza, in camera di consiglio, che si terrà questa mattina, spiega l'Avv. Salustri, ci si auspica che il collegio, non venga influenzato dall'ondata animalista che imperversa nel nostro paese, sappia valutare saggiamente le difese delle controparti ed emetta un provvedimento, innanzitutto di buon senso. Sebbene alcune debolezze debbano essere addebitate all'ente regionale, continua l'Avv. Salustri, per la gestione del settore venatorio, negli anni passati, va sottolineato che la situazione attuale è anche figlia di una situazione di empasse coincisa con la forzata chiusura delle provincie e conseguente riorganizzazione degli uffici. In questa situazione, per così dire precaria, complice anche la situazione politica nazionale, che vede al governo una compagine dichiaratamente animalista e contro la caccia, si sono inserite tutte le associazioni ambientaliste ed animaliste, le quali, anziché, sedersi intorno ad un tavolo con le associazioni venatorie e gli enti di gestione per concertare calendari venatori condivisi, preferiscono spendere i propri soldi proponendo ricorsi su ricorsi, avverso i calendari venatori di tutte le regioni. Tale situazioni è inammissibile ed invivibile anche perché, va ricordato che tali associazioni sono presenti di diritto in tutte le commissioni tecniche ed enti di gestione che partecipano alla formazione dei calendari venatori. Secondo l'Avv. Salustri è arrivato il momento di dire basta, fare fronte comune e passare al contrattacco. I cacciatori meritano rispetto ed hanno bisogno di certezze. E' inammissibile che ad ogni stagione debbano trovarsi a pagare cospicue e preventive tasse di concessione con la spada di damocle sulla testa del sistematico ricorso. Basta ricordare quanto accaduto la passata stagione per i territori ricadenti nelle Aree rete Natura 2000 (SIC e ZPS), che hanno subito un'imbarazzante altalena di aperture e chiusure a stagione in corso. Il calendario venatorio deve sicuramente rispettare quelle che sono le direttive comunitarie e nazionali, ma, una volta approvato, deve dare solo certezze e non può rimanere in balia di qualsiasi persona che si erge a paladino dell'ambiente, solo ed esclusivamente perché le norme glielo consentono. E' sicuramente certo che esiste una legge nazionale che consente la caccia in un determinato periodo e così sarà sino a che non verrà abrogata, ma è inammissibile che l'esercizio venatorio possa venir sospeso, o addirittura arrestato, nella sua calendarizzazione, da un Tribunale amministrativo solo ed esclusivamente in conseguenza delle sue modalità di approvazione. Ed allora, conclude l'Avv. Salustri, non appena sarà definitivamente approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio, la Regione dovrà trovare il modo di rivedere le modalità di approvazione dei calendari venatori. L'unica soluzione, per dare certezza, potrebbe essere quella di approvarlo con legge, anziché con una semplice delibera di giunta, aggredibile da chiunque.

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