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Martedì, 5 Marzo 2024
Cronaca

La Questura di Ancona espone il presepe realizzato da Carmine Giannicola

Quest’anno per rievocare le natività è stato allestito nel piazzale centrale il Presepe Popolare di Carmine Giannicola, Sovrintendente Capo della Polizia di Stato che ha prestato servizio presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Ancona

Anche la Questura di Ancona si veste dei colori e delle tradizioni del periodo natalizio. E quest’anno per rievocare le natività è stato allestito nel piazzale centrale il Presepe Popolare di Carmine Giannicola, Sovrintendente Capo della Polizia di Stato che ha prestato servizio presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Ancona. I personaggi in terracotta, ciascuno con una propria funzione allegorica, furono realizzati dal compianto Giuseppe Ferrigno, maestro d'arte scomparso nel 2008, uno tra i più noti artigiani napoletani di via San Gregorio Armeno e dei massimi esponenti del settore, caposcuola nell'arte della terracotta.

I primi presepi in Italia nascono a Genova, ma sarà la Napoli del '700, con i suoi grandi artigiani, a dar vita ad una nuova metodologia nel rappresentare la nascita di Gesù. L’idea cui si ispirano è che non esista il bene senza il male, così gli artisti napoletani simboleggiano questa lotta nel presepe contrapponendo la Natività all’Osteria. Non parliamo infatti del presepe di tipo storico, che riproduce fedelmente la lontana Betlemme. L’ambientazione è di tipo “popolare”, che racconta di spaccati di vita quotidiana, tra case e botteghe, ed è ricco di personaggi che si aggiungono anno dopo anno. La scenografia, realizzata prevalentemente in sughero, viene denominata “scoglio”. A dividere la Terra Sacra da quella profana è il Fiume, attraversato da un Ponte che mette in comunicazione i vivi con le anime passate. Anche il bue e l’asino simboleggiano gli opposti, il primo rappresenta il sole, il secondo la luna.

Accanto ai Re Magi, proseguono nella loro quotidianità gli abitanti del paese, il panettiere, la locandiera e un pastore, Benino, che dorme profondamente nella parte centrale del presepe e che, secondo la tradizione napoletana, non va svegliato altrimenti tutto si dissolverebbe.

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