Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Porto di Ancona, 12 offerte per la ristrutturazione del mercato ittico

L’intervento di ammodernamento di un edificio simbolo dello scalo, creato nel 1948 dall’architetto Gaetano Minnucci, voluto dall’Autorità di sistema portuale. Investimento complessivo di 3,5 milioni

Sono 12 le offerte presentate all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale per la ristrutturazione dell’edificio demaniale del mercato ittico del porto di Ancona. Un luogo simbolo dell’economia e del lavoro portuale e della città, che si trova al Mandracchio, affacciato sul mare, con vista sulla Mole Vanvitelliana e su tutto lo scalo. Su questa struttura, dove si commercializza pesce all’ingrosso e che è nato nel 1948 dalla creatività di uno dei più importanti architetti del Novecento italiano, Gaetano Minnucci, l’Autorità di sistema portuale sta compiendo un percorso di rinnovamento, per trasformarla in uno spazio moderno e funzionale alle necessità del mondo della pesca e della città di Ancona, con un progetto di ristrutturazione che è stato approvato a metà dicembre in via esecutiva. Ieri la scadenza del bando di gara per partecipare alla realizzazione dell’intervento che, dall’avvio dei lavori presumibilmente a luglio, dovrà concludersi entro ottobre 2023. Il bando per lo studio del progetto di ammodernamento, cui avevano partecipato ben 17 raggruppamenti di studi professionali da tutta Italia, era stato aggiudicato al raggruppamento temporaneo di professionisti Acale srl, Gea società cooperativa e Acale studio associato di Ancona.

I lavori interesseranno una superficie di 4.200 metri quadrati su un totale di 4.717 metri quadrati a cui si aggiungono i volumi dall’articolata forma “ad onda” dell’edificio principale e storico. Il progetto prevede il risanamento strutturale dell’edificio, con l’ammodernamento tecnologico-ambientale e la riqualificazione sia energetica sia architettonica e funzionale, e l’avvio della riqualificazione dell’area del Mandracchio. Fra gli scopi dell’intervento, c’è il rafforzamento dell’identità del mercato ittico, come luogo di lavoro strategico, valore architettonico, legato alla tradizione e sintesi del rapporto fra il mare, la città e il territorio. Altro obiettivo è quello di favorire l’interazione di questo spazio con la cittadinanza che, oltre a conservare l’attività di mercato del pesce, avrà un’attività di ristorazione, con una superficie di 250 metri quadrati e 70 posti, e di valorizzazione del prodotto ittico e di un’area per la riscoperta delle attività storiche dei retatori e delle altre legate al mondo della pesca. L’investimento complessivo previsto è di 3,5 milioni. Per la ristrutturazione del mercato ittico, l’Autorità di sistema ha ottenuto un cofinanziamento di 850 mila euro, su un progetto complessivo di 1 milione, da un bando della Regione Marche per la modernizzazione delle infrastrutture per la pesca, sostenuto dalla misura 1.43 “Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e riparti di pesca” del Feamp-Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca che, per le Marche, aveva una dotazione complessiva di 31,6 milioni di euro per il periodo 2014-2020.

Il cofinanziamento Feamp-Regione Marche sarà utilizzato per le opere di ammodernamento e risanamento complessivo di uno dei tre edifici che compongono il complesso demaniale del mercato ittico, sul lato nord-ovest del complesso, composto da due livelli fuori terra. La porzione della struttura, che oggi non viene usata, sarà demolita e ricostruita con criteri di Zero Emission Building per ospitare, al pian terreno, la sala lavaggio cassette del mercato ittico e il locale deposito di cassette in plastica riciclabile in cui inserire il pescato da vendere e trasportare, sostituendo le attuali cassette in polistirolo, mentre al primo piano saranno allestiti gli uffici e la sala per i gestori della pesca delle vongole. Il mercato ittico del porto di Ancona è un punto di riferimento per le Marche, per il centro e nord Italia perché specializzato nell’esclusiva commercializzazione del pesce fresco di grande varietà e qualità, pari a 1.800 tonnellate all’anno e con un volume di affari di circa 10 milioni di euro. Sono 40 le imbarcazioni che fanno riferimento al mercato ittico dorico, il 95% di Ancona con una forza lavoro, indotto compreso, di un migliaio persone. «Un nuovo step nel percorso di rinnovamento di questo che è uno dei luoghi simbolo del lavoro del porto di Ancona – dice Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -, proseguiamo il cammino per riqualificare e migliorare, anche dal punto di vista tecnologico, gli spazi operativi del mercato ittico e per valorizzare uno dei principali settori dell’economia portuale, quello della pesca, ampliandolo con una nuova offerta di spazi per servizi di ristorazione destinati alla fruibilità di tutti. Un nuovo passo per rafforzare il legame fra il porto e il territorio che portiamo avanti dopo un ampio confronto con le istituzioni, i pescatori, gli operatori e la Soprintendenza per recuperare la bellezza di questo edificio storico vincolato aumentandone l’efficienza tecnologica».

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