Muro, 5mila firme al sindaco e salta fuori l'alleato che non ti aspetti: le Ferrovie

«Anche l'ad di Rfi è contrario». Salta fuori una missiva di Gentile che chiede al Governo di modificare la legge. Patto tra comitati: falconaresi con Palombina e Torrette

Una simulazione di come verrebbe il Muro realizzata dai membri del Comitato

Anche Rfi non vuole il Muro. O meglio. Mentre i funzionari locali qua lavorano per erigire la realizzazione anti rumore che dividerà Ancona e Falconara dal mare, l'amministratore delegato del gruppo, Maurizio Gentile, scrive al Governo chiedendo di modificare la legge. Un vero e proprio paradosso all'italiana svelato ieri sera al Centro Pergoli dall'assessore all'Urbanistica, Clemente Rossi, nel corso dell'assemblea pubblica convocata dal comitato "No al muro, sì al mare". Incontro moderato dal nostro giornalista Marco Catalani e al quale hanno preso parte anche il sindaco Stefania Signorini, l'assessore all'Ambiente, Valentina Barchiesi, l'architetto Giovanni Marinelli che ha redatto il piano del centro storico e Alessandro Filippetti, presidente del consorzio Falcomar che raduna la maggior parte dei bagnini falconaresi. «Falconara non può accettare questo progetto, che non farebbe che peggiorare i livelli di inquinamento lungo la Flaminia e compromettere definitivamente il paesaggio. Il Comune ha bisogno del sostegno dei cittadini per rendere più forte la richiesta di trovare soluzioni alternative» ha detto il sindaco Signorini poco prima di ricevere da Luigi Galatello, portavoce del comitato, le 5mila firme raccolte finora a sostegno del No. Comitato che nel frattempo ha iniziato a dialogare con i comitati di quartiere anconetani di Palombina Nuova e Torrette mentre il Comune ha annunciato l'intenzione di convocare un consiglio comunale aperto alla partecipazione degli altri sindaci del territorio (oltre Ancona ha già chiamato il sindaco Francesco Acquaroli di Porto Potenza, ad esempio). Un progetto, quello di Rfi, che occuperebbe la Flaminia per anni. «I lavori durerebbero 5 anni – ha spiegato l'assessore Barchiesi – rendendo inutilizzabile il vialetto Marotta e il sottopasso di via degli Spagnoli per andare in spiaggia. Non dimentichiamo che questa realizzazione, realizzata per abbattere l'inquinamento acustico, porterà sicuramente un aumento di quello dell'aria,  azzerando l’effetto delle brezze marine che contribuiscono a disperdere le emissioni del traffico».

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Quanto sarà alto il Muro? 

Sempre sul fronte politico Ancona e Falconara, dopo la giunta congiunta di lunedì, stanno lavorando a un documento comune. Falconara ha già detto no a Rfi per l'esproprio del vialetto Marotta e inviato le sue osservazioni alla Regione Marche, chiamata a dare un parere di conformità urbanistica. Solleticato un pronunciamento anche alla Soprintendenza. Intanto prosegue la petizione. Una grande mano è stata data anche dal centinaio di negozi che ha ospitato i fogli da firmare. «Questo non è un progetto ma una dichiarazione di guerra – ha detto il presidente dei bagnini Filippetti – una follia che non voglio discutere, alla quale non bisogna dare compromessi. Auspico che tutta la politica locale si attivi, unita, per allertare i propri referenti regionali e nazionali». E mentre il Comune propone, con missive a Rfi e Ministero delle Infrastrutture, soluzioni alternative come l’arretramento o l’interramento della ferrovia, la sostituzione del materiale rotabile, una diversa organizzazione degli orari dei treni che riduca il passaggio in orario notturno, ci si prepara anche al peggio. È già stato contattato un legale se non si riuscirà ad arrivare a una soluzione soddisfacente. «Questa opera produrrebbe un netto depauperamento complessivo – ha concluso l’assessore Rossi – che interesserebbe tutte le attività economiche, gli insediamenti abitativi l’attività turistica e le condizioni ambientali. Invieremo nei prossimi giorni al Mit dati concreti che testimoniano inequivocabilmente come, nel bilanciamento tra costi e benefici complessivi, i costi sotto tutti i profili, economici, sociali e sanitari, sono enormemente superiori a eventuali benefici. Penso che il Governo debba valutare correttamente la questione in questi termini, a 360 gradi, per il benessere della collettività».

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