Da commesso a imprenditore, addio a Gilberto Gavetti: re delle calzature

Il suo cuore ha smesso di battere all'ospedale regionale di Torrette di Ancona al termine di una malattia con cui ormai lottava da tempo, lascia una moglie e 3 figlie

Gilberto Gavetti

Più li fai sorridere più comprano. Era questa la filosofia di un anconetano che nella vita aveva sempre dimostrato spirito di sacrificio, dandosi anima e corpo per costruire la sua fortuna partendo da zero. Da quando negli anni ’50 aveva cominciato a vendere scarpe come commesso in un piccolo negozio di piazza Roma, nel cuore del capoluogo. Lo stesso negozio di cui poi, un giorno, sarebbe diventato il titolare. Fino a far parte della colonna vertebrale dell’economia anconetana, trasformando il nome di “Gavetti calzature” in un punto di riferimento nelle Marche e in Italia. Ancona piange Gilberto Gavetti, morto ieri sera all’ospedale regionale di Torrette all’età di 75 anni dopo aver combattuto a lungo contro una malattia che nel tempo lo aveva gravato nel fisico, ma che mai lo aveva privato di una straordinaria voglia di vivere, della passione per il suo negozio nel quale è stato presente fino a quando ne ha avuto le forze e dell’amore per la sua famiglia a cui é rimasto vicino fino all’ultimo istante di vita. Lo stesso entusiasmo con cui ha sempre venduto le sue scarpe, a tutti, dal più affezionato dei clienti all’ultimo turista passato per caso davanti alla vetrina poco prima di chiudere. Mettere a suo agio l’acquirente era per lui una missione. “Signora se non è convita non le deve comprare” poteva anche dire alle clienti più indecise apparendo a volte anche burbero. Ma per Gilberto Gavetti vendere non era una mera questione di cassa. Le scarpe hanno sempre rappresentato un pezzo importante nella vita di uomini, donne e bambini, che dovevano sempre uscire dal negozio Gavetti non con un paio di scarpe qualsiasi, bensì con la calzatura più adatta a loro. Una passione, prima che un lavoro, per un uomo nato e cresciuto a Casine di Sappanico e che a 14 anni era già avviato alla professione come semplice commesso nel negozio di piazza Roma, all’angolo con via Zappata, a pochi passi dalla fontana del Calamo. A 23 anni ha iniziato a girare l’Italia come rappresentante di calzature, fino al Sud Italia, dove pochi altri insieme a lui avevano dimostrato di volersi spingere per portare le firme delle calzature marchigiane. Stimatissimo dai colleghi commercianti e ben voluto nelle aziende di settore, negli anni ’70 Gavetti ha aperto il suo primo negozio al Piano San Lazzaro, per poi rilevare negli anni ’80 l’attività del centro storico, proprio quella in cui aveva venduto il suo primo paio di scarpe da commesso. Premiato "Maestro del commercio" nel 2017, é sempre stato attento alle esigenze dei clienti e resta l’immagine di un Gilberto Gavetti con la battuta sempre pronta e il sorriso gioviale di chi ha apprezzato la vita, in ogni suo momento. 

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Una vita fatta anche di grandi passioni come la montagna: sciando, scalando varie vette delle Dolomiti e imparando ad usate lo snowboard a 65 anni. Ma le sue più grandi passioni erano il mare e la barca a vela. Lo sanno bene a Marina Dorica da dove è partito innumerevoli volte a bordo della sua Horus per vincere regate. Per lui, che una volta si è anche cimentato nel parapendio, nulla era impossibile. Lo ricordano anche la moglie Paola e le 3 figlie Monia, Silvia e Giulia: «Gilberto è sempre risorto. Ci ha insegnato tanto perché si è sempre rimesso in gioco nonostante vari problemi di salute avuti nella vita. Non ha mai rinunciato al lavoro e alle sue passioni, che gli davano la forza di superare i momenti di grande difficoltà». I funerali sono stati fissati per giovedì mattina, mentre oggi si terrà la camera ardente nella sede dell’agenzia funebre Tabossi in via della Montagnola. Ancona abbraccia per l’ultima volta Gilberto Gavetti, re delle calzature. La tradizione resta vivida nel negozio “Gavetti calzature” di piazza Roma, la memoria nel sorriso gentile con cui la figlia Giulia accoglie i clienti di oggi. 

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