Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Tre episodi di violenza e un agente aggredito in un solo giorno nel carcere di Montacuto

Non solo atti di autolesionismo ma anche l'aggressione ad un agente esperto che è finito in ospedale con tagli alla testa e ad una mano

ANCONA - Nel carcere di Montacuto si sono verificati due episodi di autolesionismo e un'aggressione ad un agente della penitenziaria in poche ore. I tre episodi si sarebbero svolti la mattina dell'11 giugno. Il 30enne che pochi giorni fa era salito in cima alla recinzione del campo sportivo del penitenziario con un cappio al collo ha nuovamente tentato di impiccarsi in cella. Era appena uscito dal reparto di psichiatria dov'era piantonato quando ci ha riprovato per fortuna senza gravi conseguenze. Poco dopo un 22enne di origine albanese, barricato nella sezione nuovi giunti, ha iniziato ad urlare: «Qui dentro non entra nessuno». Poi ha ferito con una lametta e un punteruolo un agente penitenziario accorso per cercare di calmarlo. Lo ha colpito alla testa e ad una mano. La vittima è stata immediatamente trasportata in ospedale a Torrette con una prognosi di 4 giorni.

Infine un uomo di origine magrebina si è barricato in cella e poi, con un oggetto tagliente si è procurato un grande squarcio sul braccio. Voleva essere spostato dalla sezione in cui si trovava in quel momento. Nel frattempo ha iniziato a perdere moltissimo sangue e, poco prima di svenire, è stato soccorso dagli operatori sanitari che sono riusciti ad entrare in cella e lo hanno trasportato immediatamente al pronto soccorso. Intanto gli agenti del penitenziario di Montacuto continuano a lamentare una grave carenza di personale. Mancherebbero all’appello, infatti, circa 70 unità e, come in questi casi di emergenza, si vengono a creare situazioni in cui un solo addetto ha la responsabilità di controllare due sezioni, ossia circa cento detenuti. 

Il segretario provinciale dell'Osapp di Ancona Giovanni Scarciolla solo pochi giorni fa aveva dichiarato: «Grava la forte carenza del personale in servizio presso l’istituto che limita gli agenti a lavorare con numeri inferiori alla media prevista, considerando che la polizia penitenziaria non è dotata di strumenti per difendersi da tali aggressioni, ad esempio il teaser, strumento in dotazione alle altre forze dell’ordine». 

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