Cronaca

Accusato di violentare la moglie, spunta la sindrome della "luna di miele": assolto

Lo scorso 15 febbraio i giudici hanno assolto l'uomo dai reati reati di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia per insufficienza di prove

Foto di repertorio

Insulti, minacce di morte, vessazioni domestiche di ogni genere, fino alla violenza sessuale. Secondo la pubblica accusa era arrivato anche a strapparle i vestiti per costringerla a fare sesso contro la volontà della propria moglie, mortificandola e umiliandola. E se si ribellava la punizione: passare la notte sul pavimento. Così era finito sotto processo lui, un marocchino di 29 anni, accusato di lesioni, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Un vero incubo quello descritto dalla Procura dorica avvenuto a Castelfidardo dall’agosto 2010 fino al gennaio del 2011. Vittima una giovane donna, anche lei di origini marocchine, il cui calvario è iniziato subito dopo aver sugellato il matromonio islamico in Marocco. Poi il trasferimento nell'anconetano. Secondo le accuse è iniziato tutto qui, dopo l'inizio della convivenza. Non c’era giorno in cui lui non la riempisse di botte, pretendendo sempre sesso, nonostante dolori e problemi fisici alle parti intime di lei, mentre lui la allontanava sempre di più dagli affetti e dalla vita, limitando gli spostamenti ed estromettendola completamente dalla vita familiare. Un serie continua di sofferenze fisiche e morali da cui sarebbe derivato un regime di vita intollerabile. 

Andrea Nocchi-2Accuse via via smontate durante il processo che ha visto l’imputato difeso dall’avvocato Andrea Nocchi (in foto), il quale è partito da una premessa fondamentale: nell'Islam il matrimonio non è finalizzato unicamente alla riproduzione della specie umana e all’amore ma anche al piacere stesso dell'atto sessuale all'interno della coppia. Da qui il legale ha poi tentato di dimostrare come non ci fossero prove delle violenze e che i problemi vaginali della vittima fossero dovuti a quello che viene comunemente definita come la sindrome della luna di miele: cioè quelle complicazioni vaginali dovute all’attività sessuale sopra la norma che la coppia pratica subito dopo il matrimonio, nelle vacanze o comunque in periodi che, per natura, agevolano l'intimità. Tanto che il ginecologo che aveva in cura la presunta vittima, dal banco dei teste, aveva testimoniato di non aver mai riscontrato lesioni da violenza sessuale. E i maltrattamenti? La marocchina aveva denunciato alle forze dell’ordine come il marito fosse arrivato a minacciarla col coltello, a prenderla a schiaffi e pugni per mesi. Ma l’accusa ha prodotto solo un referto medico che testimoniava una lesione ad un timpano a seguito probabilmente di uno schiaffo giudicata lieve. Meno di 20 giorni di prognosi. 

Non abbastanza per contestare i maltrattamenti in famiglia, ma sufficiente per le lesioni personali, cadute però nel momento in cui la donna, che non solo non si è neppure costituita parte civile ma si è anche resa irreperibile, ha ritirato la denuncia a carico del marito presunto aguzzino. Alla fine lo scorso 15 febbraio il collegio, presieduto dal giudice Giovanni Spinosa, ha assolto l'uomo dai reati di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia per insufficienza di prove.

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