La manovra di Biekar: con l'imu 34 milioni nelle casse del Comune

Per il 2012 la Giunta Gramillano prevede il pareggio di bilancio nonostante i tagli statali gli enti locali. L'imu sulla prima casa resterà del 0,4 per cento, colpiti invece immobili non locati e banche

Se pensiamo alla crisi politica e al cambio di maggioranza che hanno ingessato l’attività politica e a questo aggiungiamo la grande nevicata di Febbraio e la questione delle fondazioni teatrali, si comprende come le difficoltà per Palazzo del Popolo non siano mancate negli ultimi mesi. L’assessore al bilancio Andrea Biekar ha ricordato tutto ciò come premessa della presentazione del bilancio di previsione, alla presenza anche del sindaco Fiorello Gramillano. L’assessore ha poi lanciato una stoccata ai tagli del Governo Monti e al precedente “decreto salva Italia”, colpevoli del fatto che negli ultimi due anni l’amministrazione dorica ha dovuto rinunciare a 8 milioni e mezzo di euro.

Se si vanno a guardare nel dettaglio alcuni numeri della manovra, si scopre come il Comune prevede un totale di entrate correnti e per investimenti di 207.942.535,21 euro (di cui 84.040.880,57 entrate tributarie) che raggiungeranno un pareggio con le spese totali. A questo si aggiunga anche il fatto che si prevede di saldare mutui per 15.000.000 di euro circa. Biekar parla anche di rigore e di 1 milione di euro in meno di costi di personale: si è passati da 25 a 19 posizioni dirigenziali, si sono ridotte di 130.000 euro le spese istituzionali e si è passati da 2 ad una sola auto blu. Nota di non poco conto è il recupero di circa 678.000 euro di evasione fiscale nel primo trimestre, tramite 221 segnalazioni dell’Agenzia delle Entrate.

ALIQUOTE IMU. Sicuramente una delle questioni più sentite ad Ancona è l’Imu: “credo che possiamo parlare di equità e sensibilità – ha dichiarato Biekar - perchè siamo andati a dettagliare una serie di aliquote da un mondo fatto di 2 sole aliquote, per tener conto delle diverse situazioni di proprietà”. Per quanto riguarda la prima casa e le abitazioni locate assegnate dall’E.r.a.p., la Giunta non tocca l’aliquota nazionale, che resta dunque la più bassa: 0,40 per cento. Ed ecco le altre aliquote, in cui è compreso lo 0,38 per cento che è di diritto dello Stato, il resto andrà nelle casse anconetane:

-    Fabbricati rurali ad uso strumentale:                                              0,20 per cento
-    Immobili con contratto di locazione a canone concordato:        0,76 per cento
-    Immobili strumentali utilizzati dagli imprenditori:                         0,86 per cento
-    Immobili non locati:                                                                            1,06 per cento
-    Istituti di credito:                                                                                  1,06 per cento

Le banche vengono dunque colpite con il massimo dell’aliquota (10,5 per mille che corrisponde all’1,06 per cento). Ma se paragonata con altre realtà, Ancona non ci va più di tanto pesante, perché in molte altre città l’Imu è stata portata al 10,6 per mille per tutti gli altri immobili, come ad esempio Bologna, Catania, Palermo, Parma, Pesaro, Trieste. In tutto l’amministrazione prevede di incassare con la tassa sulla casa 34 milioni di euro per il 2012.
 

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