Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Staffolo

Picchia e offende la compagna: «Hai trovato lavoro solo perché apri le cosce». A processo per maltrattamenti

Imputato un 50enne che per tre anni avrebbe reso la vita un inferto alla sua convivente. La donna è stata messa in cattiva luce anche dove era impiegata. Ora chiede 20mila euro di risarcimento danni

ANCONA – Non gli sarebbe bastato alzare le mani su di lei, per esercitare tutta la sua prepotenza, ma sarebbe arrivato anche ad offenderla sul posto di lavoro e a metterla in cattiva luce con il suo titolare. «Hai un impiego solo perché apri le cosce» sarebbe arrivato a dirle il convivente, anche davanti ai carabinieri a cui la donna, una 42enne ucraina, si era rivolta per far cessare le condotte violente dell'uomo, un 50enne campano ma residente in provincia. Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia lui è finito a processo ed è disposto a patteggiare nell'udienza fissata per febbraio davanti alla giudice Francesca De Palma. L'imputato è difeso dall'avvocato Michele Carluccio. Parte offesa, con l'avvocato Fabrizio Belfiore, la 42enne che ha avanzato una richiesta di risarcimento pari a 20mila euro. I maltrattamenti sarebbero andati avanti per tre anni, dal 2019 al 2021, per tutta la durata della convivenza iniziata prima fuori regione e poi proseguita a Staffolo.

Il convivente le avrebbe sempre rinfacciato che lei era sola in Italia e che senza di lui non sarebbe stata nessuno e non avrebbe mai avuto il rinnovo del permesso di soggiorno. Geloso la controllava, la umiliava e l'avrebbe picchiata più di una volta. In una occasione, ad ottobre del 2020 le avrebbe rotto anche un mignolo con tanto di referto dell'ospedale. Per screditarla al lavoro avrebbe riferito al suo titolare che la 42enne rubava le creme poi li aveva accusati di avere una relazione clandestina. Nel 2021 la denuncia, quando la donna ha posto fini alla relazione.

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