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Cinghiali all'Oasi di Ripa Bianca, arrivano le reti per salvare le coltivazioni

Una famigliola di ungulati scorrazza tra ortaggi e mais e si cerca di porre rimedio con catture mirate e recinzioni. Coldiretti: «Dateci la possibilità di sparare»

Due adulti e quattro cuccioli di cinghiali tra i campi coltivati all'interno dell'Oasi di Ripa Bianca. Presenze che da qualche tempo stanno dando non pochi grattacapi agli agricoltori che hanno i loro campi all'interno dell'area protetta. Si cerca di porre rimedio ma in maniera soft. Niente caccia di selezione, come ad esempio avviene al Parco del Conero ma catture mirate e successivo abbattimento in un mattatoio di Castelbellino. Oltre all'installazione di reti elettrificate e recinti per impedire futuri accessi. «Le forniamo direttamente noi in comodato d'uso gratuito – spiega David Belfiori, direttore del parco regionale – e da un anno a questa parte cerchiamo di catturarli con quattro gabbie trappola». Una volta presi gli animali, sotto la vigilanza della polizia provinciale e l'Asur, vengono portati a Castelbellino per l'abbattimento e la macellazione. Circa 35 i capi catturati dallo scorso maggio. La famigliola di ungulati presente da qualche tempo è riuscita a superare la precedente rete elettrificata. «Ora – prosegue Belfiori – per una sicurezza maggiore dobbiamo sostituirle con recinzioni fisse. L'agricoltore non ha spese se non il compito di installarle. L'area dell'Oasi è piccola ma molto antropizzata. I cinghiali si concentrano qui da noi quando è aperta la caccia all'esterno. Ultimamente sono stati avvistati ma come Wwf la nostra strategia primaria è la prevenzione».

Quello dei cinghiali, e della fauna selvatica in generale, è un problema molto sentito dagli agricoltori. Nei giorni scorsi Coldiretti Marche, pur valutando positivamente la decisione della Regione di arrivare entro al 2017 con tre cinghiali ogni 200 ettari anziché 10 come previsto in precedenza, chiede la possibilità per gli agricoltori muniti di tesserino di caccia di poter abbattere gli animali che entrano nelle loro proprietà. «Occorre dare la possibilità agli agricoltori di difendere le colture minacciate – dicono dall'associazione di categoria – abbiamo già registrato un’apertura da parte della stessa Regione Marche». E mentre si cerca di mettere al riparo mais, patate, finocchi, insalata e ortaggi vari proseguono le attività del parco. Questo weekend, 29 e 30 aprile, ad esempio, sono in programma diversi incontri guidati. Oggi alle 17 con l'osservazione guidata di rane e la presentazione del progetto di reintroduzione del rospo smeraldino. Alle 21 con la serata dedicata agli allocchi con un esperto ornitologo. Per domani il programma prevede visite guidate dell'area, passeggiate a piedi nudi e un pomeriggio dedicato ai bambini: alle 16 e alle 17.15 “Racconti animaleschi nella tenda degli indiani d’America” all’interno di un tepee i più piccoli potranno ascoltare storie e aneddoti di animali fantastici e misteriosi.

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