Cronaca

Più Comuni nello Sprar, Marche pronte ad accogliere più immigrati

Sia il Presidente dell'Anci Marche Maurizio Mangialardi che il Prefetto di Ancona Raffaele Canizzaro, hanno parlato di un modello Marche, capace di strutturare l'accoglienza con progettualità e mai con improvvisazione

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Le Marche pronte ad accogliere un maggior numero di migranti coinvolgendo più Comuni nel sistema di accoglienza. A dirlo è stato il Presidente dell’A.N.C.I. Marche Maurizio Mangialardi nell’incontro organizzato per presentare il nuovo bando dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). «Anci Marche si impegna ad allargare la base dei Comuni coinvolti - ha detto il sindaco di Senigallia - Le Marche sono un modello, come già evidenziato con il protocollo sottoscritto il 9 novembre tra Prefetture, Regione e Anci Marche che ha ribadito la volontà di organizzare un sistema adeguato per accogliere i migranti sia nella fase di prima accoglienza sia nel periodo di permanenza nel territorio dei nostri Comuni». Parole che fanno seguito ad un decreto del Ministero dell'Interno che ha previsto l'ampliamento della capienza della rete dello Sprar, di cui fanno parte gli enti locali che aderiscono volontariamente alla rete di accoglienza. E ne fanno parte diversi comuni marchigiani tra cui Ancona, in prima linea come aveva anche affermato l'assessore ai Servizi Sociali Emma Capogrossi in un 'intervista eslusiva ad Ancona Today.

Le Marche hanno fatto sempre la loro parte. Sono infatti 3.057 i migranti ospiti nelle Marche su un totale nazionale di 100mila circa. Il 3,5% di un fenomeno che per la politica locale deve essere gestito e non subito. Numeri destinati comunque ad aumentare, proprio alla luce del nuovo protocollo Sprar, che mira a coinvolgere un sempre maggior numero di Comuni, infittendo la rete dell’accoglienza a livello locale. E di modello Marche ha parlato anche il Prefetto di Ancona Raffaele Cannizzaro, ricordando come sul nostro territorio l’accoglienza sia sempre stata programmata e mai provvisoria. Così si aumenta l’efficacia e l’efficenza del lavoro di integrazione di queste persone nel nostro tessuto socio-lavorativo. 

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