Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Green pass portuali, ad Ancona 500 non vaccinati: impazza la protesta

Il segretario della Fiom Cgil Marche, Tiziano Beldomenico, fa i conti e commenta il problema in Fincantieri. E intanto su Telegram si parla di una mobilitazione che coinvolge anche il porto dorico

Nell'area Fincantieri sarebbero circa 500 le persone non vaccinate, tra lavoratori diretti e in appalto. A fare i conti è Tiziano Beldomenico, segretario della Fiom Cgil Marche, che si dice molto preoccupato dalla situazione nell'area portuale a due giorni dall'entrata in vigore dell'obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro pubblici e Tiziano Beldomenico-2privati. «Il sindacato dei metalmeccanici è sempre stato favorevole al vaccino - spiega Beldomenico - ma quello dei lavoratori no vax è un problema reale. In Fincantieri tira una brutta aria e venerdì tutte queste persone dovranno organizzarsi in qualche modo per lavorare. D'altro canto Fincantieri ha mostrato una chiusura totale: non pagherà i vaccini e ha chiuso l'area che era predisposta per fare i tamponi. Si entra solo con il green pass e questo crea non pochi problemi. Credo, inoltre, che pagare 120 euro al mese di tamponi, dati gli stipendi dei portuali, non sia cosa da tutti. Non vorrei che, in tutta questa situazione qualche sindacato autonomo possa far breccia tra i lavoratori e creare problemi di ordine pubblico». Intanto si fa sempre più pressante la voce di una protesta venerdì 15 ottobre al porto dorico. Sulle varie chat di Telegram anti certificato verde si è sparsa la voce da questa mattina di una mobilitazione all'alba e, tra i vari porti elencati, c'è anche quello di Ancona. 

Prosegue Beldomenico: «Ho chiesto un incontro urgente al Prefetto per discutere della tematica e venerdì come Fiom saremo presenti davanti al cantiere per capire cosa accadrà. Ci sono molti lavoratori delle ditte in appalto che hanno parecchi giorni di ferie arretrati e questo potrebbe portare ad uno stop di 15 o 20 giorni. Non so se Fincantieri può permettersi un disagio di questo tipo a livello economico».

Valeria Talevi segretaria generale Filt Cgil Marche-2Se da un lato c'è forte preoccupazione per i lavoratori in Fincantieri, il fenomeno sembra decisamente più marginale per le aziende articoli 16 e 17 del porto, ossia tutte quelle imprese concessionarie che espletano, organizzano e gestiscono direttamente, in virtù della titolarità di una concessione demaniale marittima di aree e banchine marittime, l'insieme delle operazioni e dei servizi portuali che fanno riferimento il ciclo delle operazioni portuali. A confermarlo è Valeria Talevi, segretaria generale Filt Cgil Marche. «Il numero di chi ha il Green pass è superiore rispetto a quelli che non hanno - dice - stiamo contrattando per porre in essere una convenzione che preveda 5 tamponi a prezzi calmierati, ma non è facile trovare farmacie disponibili visto che sono tutte strapiene».

Davanti all'apertura del governo che proprio per il settore portuale ha raccomandato alle imprese di offrire tamponi gratuiti Talevi aggiunge: «Per garantire un servizio ottimale bisogna estenderlo a tutti. Nella notte il Ministero ha precisato, con una seconda circolare, che ogni porto può organizzarsi autonomamente per i tamponi ai non vaccinati. Per quanto riguarda il settore dei terminalisti parliamo di un fatto marginale, due persone al massimo. La situazione è tranquilla».

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