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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

De Cristofaro: «Polizia di Ancona? Siete la mia maledizione, con voi non parlo»

Nel palazzo della Polizia Portoghese, Pippo De Cristofaro si è irrigidito quando ha sentito due uomini parlare italiano. Quei due erano gli agenti della Squadra Mobile di Ancona Roberto Quargnal e Dante Ciarafani

Non é mai cambiato e non cambierà mai forse. E’ sempre lo stesso Filippo De Cristofaro, il killer del catamarano arrestato pochi giorni fa in Portogallo mentre stava per prendere un treno diretto a Lisbona. Sfrontato e pungente nonostante i suoi 62 anni. Con l’atteggiamento di chi si sente quasi una vittima, nel palazzo della Polizia Portoghese, si è irrigidito quando ha sentito due uomini parlare italiano. Ha capito che le cose si erano messe davvero male e si è rivolto a loro: «Scommetto che voi siete la Polizia italiana e scommetto che siete di Ancona. Siete la mia maledizione. Ma con voi non parlo». Poi si è voltato verso i gruppi della squadra antiterrorismo portoghese, intavolando una discussione in cui avrebbe cercato di screditare i colleghi italiani. Ma quei due erano gli agenti della Squadra Mobile di Ancona Roberto Quargnal e Dante Ciarafani (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA). Sono stati loro a prendere il primo aereo per il Portogallo quando ormai era chiaro come quell’Andrea Bertone, che si spostava regolarmente da Sirta a Lisbona, fosse in realtà “Pippo”. Già lui, il re del raggiro e delle menzogne, ha forse pensato bene di tentare l’ultima carta per evitare l’estradizione. Mossa perdente. De Cristofaro, che nel 1988 uccise a sangue freddo la skipper Annarita Curina, tornerà in Italia entro il prossimo mese. Da Lisbona, gli agenti dell’Interpol lo scorteranno in aereo fino a Roma, dove sarà preso in consegna dai poliziotti dalla Squadra Mobile di Ancona, diretta dal capo Virgilio Russo e dal dirigente della sezione “Catturandi” Carlo Pinto. Saranno proprio loro a riconsegnarlo alle patrie galere. Con molta probabilità nel carcere di Rebibbia

Verso l'estradizione di De Cristofaro

I PASSI FALSI, L’ACUME INVESTIGATIVO E LA TECNOLOGIA. Sono forse queste tre le chiavi che, fatte girare insieme, hanno consentito di arrivare al latitante numero 1 in Italia per reati comuni. I passi falsi non sono stati pochi. In primis De Cristofaro ha lasciato traccia del suo documento falso ottenuto da una banda di falsari albanesi a Milano. La Polizia non è risalita direttamente a chi ha venduto passaporto, carta di identità e patente nautica a colui che sarebbe presto diventato Andrea Bertone. Ma quel nome è comunque finito nel mirino degli inquirenti. Il secondo passo falso è stato quello di voler inseguire il sogno di sempre: vivere da ricco, da potente. Avrebbe agganciato dei contatti per entrare in un traffico di diamanti di contrabbando dall’Africa e per questo non si poteva vivere da anonimo. Serviva una connessione interent. Con le sue doti da incantatore di serpenti era riuscito ad ottenere gli accessi ai wi-fi di alcuni locali: dalla sede della principale compagnia telefonica portoghese fino al bar di periferia. Ma i poliziotti, addestrati a ragionare come fuggiaschi, erano certi che prima o poi, uno come lui, avrebbe tentato di inseguire un altro sogno criminale. Non più la Polinesia ma l’Africa. E allora, in un fiume di nomi sospetti, sono stati anche analizzati i punti di connessione dei cellulari (4 per la precisione) a nome Andrea Bertone. Mesi di indagini hanno portato i poliziotti a ricostruire una ragnatela di connessioni wi-fi. Il risultato? Se quel Bertone fosse stato De Cristofaro, allora il latitante era diventato abitudinario, spostandosi quasi sempre tra Sirte e Lisbona. Qui sono entrati in gioco i tecnici della scientifica portoghese che hanno piazzato telecamere nei punti nevralgici, tra cui la stazione ferroviaria. Nei giga di filmati che arrivavano alla Questura di Ancona dal Portogallo, appariva sempre un uomo. Secondo uno scanner antropometrico, capace di comparare i dati di ricerca con la fisionomia delle persone apparse nei video, quell’uomo intorno ai 60 anni, alto 1,82 e con un accenno di baffi, poteva essere con alta probabilità Filippo De Cristofaro. Era fatta. 

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