"Mi Fermo contro il razzismo", la marcia nel nome di Emmanuel

Si è svolta ieri la manifestazione contro il razzismo organizzata dalle sigle sindacali delle Marche. Erano presenti anche l'onorevole Sel Lara Ricciatti e il consigliere regionale del M5S Gianni Maggi

Manifestazione dei sindacati a Fermo contro il razzismo

Piazza del Popolo piena in occasione della manifestazione indetta dai sindacati confederati delle Marche (Cgil Cisl e Uil) per dire no al razzismo e omaggiare la memoria di Emmanuel Chidi Namdi, il giovane nigeriano morto per mano del 39enne fermano Amedeo Mancini. Poco prima dell’inizio della manifestazione arriva anche la compagna di Emmnauel, Chinyere che all’inizio accenna ad un sorriso di fronte all’affetto della comunità immigrata stretta intorno a lei. Dopo poco però il suo volto si piega e si allontana con Don Vinicio Albanesi. Sarà lui, alla fine del corteo, a salire sul palco a lanciare un messaggio di perdono rivolto all'aggressore di Emmanuel: Amedeo Mancini.

Alle 19:30 i manifestanti hanno iniziato a sfilare dal cuore di Fermo fino al luogo in cui Emmanuel è morto. «Chiediamo giustizia per Emmanuel - ha detto un referente della comunità nigeriana delle Marche, che poi si rivolge ai politici italiani - Avete seminato odio e allora noi non faremo un passo indietro di fronte ai fascismi e al razzismo». Si parte. Almeno un migliaio di persone, che sventolano un cartellone con su scritto “Fermo contro il razzismo”. Oltre i sindacati c’è in prima fila l’AISAM (Associazione degli immigrati senegalesi nelle regioni di Abruzzo e Marche), l’associazione missionaria Aloe, c’è la Fiom di Ancona, c’è la Rete degli Studenti Medi, i partiti della sinistra radicale, ci sono diversi fermani e una grossa bandiera con i colori della pace che sventola alla fine del corteo. 

E’ una manifestazione per dire “Stop razzismo” perché loro, gli immigrati non la pensano come alcuni fermani che conoscevano bene Amedeo Mancini. Per loro Emmanuel è morto per mano di un razzista. «Crediamo che questa città debba dare una risposta di diniego all’aggressione razzista che ci è stata - ha detto Maurizio Di Cosmo della Camera del Lavoro di Fermo - Questo non è l’unico evento ma ci sono altri fatti che parlano di illegalità e di razzismo. In questa comunità c’è un problema e vorremmo che la città respinga questo scivolamento verso un clima di barbarie». «Siamo tutti con la compagna di Emmanuel - ha commentato Amar Ousmane dell’AISAM - Il suo dolore è il nostro dolore che condividiamo con lei e tutti i migranti d’Italia e speriamo che un fatto così non accada mai più». Il corteo si sposta fuori dalla piazza e ridiscende via XX Settembre fino al luogo della preghiera. Dove Emmanuel ha perso la vita. Non c’è, non se la è sentita di seguire il gruppo Chinyere che, secondo quanto raccontato da suor Rita del Seminario Arcivescovile, ha ormai razionalizzato quanto accaduto e in queste ultime due notti riesce a riposare un po’ di più di prima. Ma Don Vinicio Albanesi c’è e una volta arrivati in quell’angolo tra via XXSettembre e via Veneto, ha preso il megafono e ha detto: «Emmanuel è un martire della libertà e noi lo difenderemo, nel rispetto della vita, della sua donna e di ogni essere vivente». Poi un minuto di silenzio. L’applauso è il corteo è tornato in piazza per il concerto. 

LARA RICCIATTI (Deputata Sel): «E’ un dovere essere qui stasera non come parlamentare, non come donna di sinistra ma come persona. Questo è un corteo che vuole dire no al razzismo, a quel razzismo strisciante che vive nei substrati dilaganti della città. Sarebbe potuto succedere in qualsiasi altra città ma è successo a Fermo, che non è una città razzista sia chiaro. E se davvero l’aggressore sarebbe stato capace di aggredire chiunque con un pretesto qualunque, allora questo ci dice che dobbiamo intervenire nelle scuole, nella società e nella cultura e allora anche la politica deve fare la sua parte. Mi indigno quando una persona si permette il lusso di insultarne un’altra. E’ una questione di libertà e rispetto». 

GIANNI MAGGI (Consigliere regionale M5S): «Ho partecipato al consiglio straordinario congiunto tra consiglio comunale di Fermo, quello provinciale e quello regionale. Abbiamo condannato la violenza e ogni tipo di razzismo. Ma la questione politica sarà affrontata il prossimo 2 agosto quando sarà convocato un consiglio regionale monotematico su accoglienza e immigrazione. Non entro nel merito della vicenda, ci penserà la magistratura, ma se è vero che ha offeso in quel modo la ragaza, questo è razzismo e basta».

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