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Cronaca

Polizia, Bufarini sull'elevazione della Questura: «Adesso aumentare anche gli organici»

Il sindacalista osserva che gli oltre 40 pensionamenti del 2023 sono un dato critico per la sicurezza del territorio anconetano. Il numero riportato di 230 unità per la questura non rappresenta un dato idoneo alla realtà del territorio ed il nuovo organigramma dovrà essere rivisto in considerazione ed in paragone alle sedi di particolare rilevanza

ANCONA - «Sono anni che evidenziamo i rischi che i mancati investimenti in sicurezza possono portare in termini di diritti e di libertà dei cittadini ma anche per i risvolti negativi sul piano economico nel nostro territorio». Così il segretario provinciale del Siulp Ancona, Alessandro Bufarini, interviene sulla questione della Questura, salita ora di nuovo di livello dopo il declassamento. «La dimostrazione oggettiva sono proprio i recenti dati relativi all’aumento dei furti – continua Bufarini - rapine o violazioni delle norme sulla circolazione stradale; un numero sempre più preoccupante di reati e di morti e feriti su strada che è, necessariamente, in stretta correlazione con la costante diminuzione di personale deputato al controllo del territorio e stradale, arrivato fino ad un 30% in meno negli ultimi 5 anni. Inoltre, la richiesta di maggiore attenzione sui rischi di infiltrazione nel territorio ad opera di associazioni criminali di stampo mafioso e su tutti i reati legati al “codice rosso”, va in contrasto con le scelte di distogliere personale dall’attività investigativa della squadra mobile per soddisfare le esigenze di prevenzione e soccorso pubblico o dei continui servizi di ordine pubblico». Per il sindacalista, l’elevazione della Questura deve rappresentare un segnale importante su cui riflettere e valutare le scelte future per portare maggiori risorse su tutto il territorio ed in tutte le specialità delle Polizia di Stato e conseguenti migliori servizi al cittadino.

Il sindacalista continua specificando che se gli oltre 40 pensionamenti del 2023 sono un dato critico per la sicurezza del territorio anconetano, il numero riportato di 230 unità per la questura non rappresenta un dato idoneo alla realtà del territorio ed il nuovo organigramma dovrà essere rivisto in considerazione ed in paragone alle sedi di particolare rilevanza e prevedere quantomeno l’organico delle altre questure considerate in tale fascia B. Per Bufarini l’esempio più calzante è quello con la città di Trieste dove è previsto un organico minimo di 256 unità per la questura ed un totale di 455 in provincia comprendendo i Commissariati di polizia; il paragone con Ancona, dove l'attuale previsione è di 195 unità in questura e di 376 in provincia comprendendo
i Commissariati di polizia, viene automatico.
 

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