Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Camorrista si uccide in cella, aspettava una perizia psichiatrica

L'uomo era a processo per minacce dopo l'episodio di una lametta impugnata gridando «Vi taglio tutti»

ANCONA – Era in attesa di essere sottoposto ad una perizia psichiatrica ma si è ucciso prima. Finisce con il reato estinto per la morte del reo un processo a carico di un camorrista di 48 anni accusato di minacce. L'uomo, campano, era detenuto al carcere di Montacuto quando alla vigilia di Natale del 2019 aveva impugnato una lametta da barba minacciando le guardie e gli altri detenuti così: «Se vi avvicinate vi taglio tutti». Per qui fatti era finito a processo al tribunale di Ancona per minacce a pubblico ufficiale. Il caos in carcere era scattato attorno alle 17, stando alle testimonianze di due agenti che sono stati sentiti in una precedente udienza, perché l’uomo non voleva far rientrare in cella il compagno con cui condivideva gli spazi in carcere. Il camorrista si trovava all'epoca a Montacuto, nella sezione di alta sicurezza, per scontare una pena per associazione a delinquere di stampo mafioso. 

Quando era arrivato il momento i rientrare in cella lui avrebbe impugnato la lametta, barricandosi e non facendo avvicinare nessuno «altrimenti vi taglio la faccia» avrebbe detto. I poliziotti erano intervenuti quando lo avevano visto tagliarsi un braccio. L'imputato era stato poi trasferito di carcere, a Santa Maria Capua Vetere. E' lì che il 17 aprile scorso si è tolto la vita. Oggi era prevista un'udienza per il processo a suo carico ma la giudice Tiziana Falcello ha dichiarato il non luogo a procedere per sopraggiunta morte. La difesa, rappresentata dall'avvocato Michele Zuccaro, aveva chiesto una perizia perché l’uomo aveva problemi di bipolarità. Proprio oggi si doveva discutere della sua capacità o meno di rimanere a processo. 

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