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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Biglietti aerei per far viaggiare calciatori in business class mai pagati, truffata agenzia di viaggi

A lei si era rivolta una società intermediaria per farsi emettere i titoli di viaggio. Fornite carte di credito fasulle, ci ha rimesso 32mila euro. Condannata imprenditrice

ANCONA - Sembrava una società seria, l’attività era stata controllata anche con una visura camerale e figurava nel registro delle imprese. Quando i primi pagamenti però non sono andati a buon fine è scomparso ogni contatto e anche la sede fisica non c’era più. Con un raggiro ben studiato una nota agenzia di viaggi di Ancona è stata truffata di 32mila euro. Ha emesso alcuni biglietti aerei per una società che si occupava di acquistare pacchetti per far viaggiare in business class persone importanti come i calciatori di serie A ma che nel raggiro non c’entrano nulla perché erano solo clienti che i biglietti al loro referente li hanno pagati. A non pagare è stata la società, stando a quanto stabilito ieri dalla sentenza del tribunale di Ancona, dove il giudice Pietro Renna ha condannato la rappresentante legale della Srl bolognese, una milanese di 47 anni, a 6 mesi per truffa in concorso con un altro soggetto non identificato. Proprio quest’ultimo avrebbe preso contatti con l’agenzia di Ancona, a fine giugno 2019, spacciandosi per dipendente della milanese, e allacciando un rapporto di collaborazione con l’attività anconetana finalizzata a farsi emettere i biglietti aerei per tratte intercontinentali.

L’agenzia di viaggi anconetana infatti disponeva di una apposita licenza, denominata Iata, quella che permette di emettere direttamente il biglietto aereo per conto delle compagnie. Insomma era accreditata a fare direttamente i biglietti. Accontentate le prime richieste sono passati alcuni giorni prima di scoprire che le carte di credito fornite per i pagamenti non era buone. Anche i bonifici chiesti non sono mai andati a buon fine. Sono arrivati i primi sospetti ma erano già i primi giorni di luglio 2019 ed erano già stati e emessi meno di una decina di biglietti per un importo di 32mila euro che l’agenzia anconetana ha dovuto pagare alle compagnie aeree che non hai ricevuto il pagamento dalla Srl bolognese. Ieri in aula, sia il titolare dell’agenzia beffata che la dipendente che aveva gestito le trattative hanno ricostruito la vicenda. All’epoca non c’era ancora un registro delle società che trattano acquisti di biglietti. È sorto successivamente ed ora la procedura è più sicura. L’imprenditrice è stata condannata anche a risarcire il danno dei 32mila euro. L'imputata era difesa dall'avvocato Gaia Tonci e ieri ha chiesto l'assoluzione per la sua assistita sostenendo che l'agenzia di Ancona doveva fare più verifiche e che nessuno dei dipendenti ha mai preso contatti con Ancona quindi la 47enne era estranea a tutto. Potrà fare appello. L’agenzia era parte civile con l’avvocato Emanuele Lamanna.

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