Altro colpo di mannaia: ubriachi e rissa, la questura chiude anche il Four Roses

Si tratta della quinta notifica di chiusura temporanea a partire dallo scorso aprile. Stavolta tocca al locale degli Archi, dove alcuni giorni fa la polizia è intervenuta per sedare una rissa

La polizia al Four Roses

La questura sferra ancora il pugno duro, stavolta ad essere colpito è il bar Four Roses di via Guglielmo Marconi. Stamattina gli agenti delle Volanti e della Divisione Polizia Amministrativa si sono presentati nel locale per notificare alla titolare il provvedimento di chiusura per 10 giorni. Si tratta del secondo bar in una settimana a cui è stato intimato di tenere le saracinesche temporaneamente abbassate, dopo la seconda sospensione notificata al Bar Centrale di piazza Ugo Bassi. 

Le contestazioni 

Il provvedimento è stato notificato ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico per le Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S) dopo che alla centrale operativa della questura erano arrivate diverse segnalazioni di degrado. Il Four Roses, secondo i poliziotti, era frequentato nell’ultimo periodo da persone ubriache e da gente che ha avuto problemi con la giustizia. In pratica, secondo la questura, rappresentava un potenziale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il clou è stato registrato dalle cronache la notte di ferragosto, quando la polizia era intervenuta per una violenta rissa tra persone ubriache. All'esterno del bar gli agenti avevano diviso due anconetani di 32 e 34 anni, già noti alle forze dell’ordine, venuti alle mani per gelosia nei confronti della 38enne che aveva scatenato il parapiglia aggredendo il suo ex. 

La lunga lista 

A partire da aprile, quella di oggi è la quinta sospensione di licenza notificata dagli agenti in base al TULPS. I primi a farne le spese furono i due minimarket di piazza Ugo Bassi (30 giorni), il 28 giugno  fu la prima volta del Bar Centrale (10 giorni) al quale gli agenti si sono ripresentati il 13 agosto scorso con un provvedimento di 30 giorni. Le sanzioni riguardano esclusivamente le attività, sono misure cautelari che non prevedono profili penali a carico dei titolari. 
 

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