Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

«La fiocina ha preso cuore e polmone». Così è morto Klajdi Bitri. A dirlo sono i primi esiti dell'autopsia

L'esame autoptico è durato quattro ore nell'istituto di medicina legale dell'ospedale di Torrette

ANCONA – Gli ha trafitto il cuore e il polmone la fiocina del fucile da sub che domenica pomeriggio ha ucciso Klajdi Bitri, il 23enne albanese che si trovava con il fratello 18enne e un loro amico a Sirolo. E' quanto emerge dai primi esiti dell'autopsia effettuata oggi all'ospedale di Torrette. Un accertamento che è andato avanti per quattro lunghe ore, eseguito dal medico legale Loredana Buscemi. Le lesioni a due organi vitali hanno causato la morte del giovane, arrivato ad Ancona anni fa, dove viveva e dove sognava un futuro migliore per lui e per la sua famiglia. Non c'è stato nulla da fare per salvarlo dopo che la fiocina gli è arrivata al petto. Quello che bisognerà sciogliere adesso è la profondità del colpo, sarebbe stato solo uno quello inferto dall'indiziato del delitto, l'algerino Fatah Melloul, 27 anni, che gli ha lasciato però tre segni, compatibili con le tre punte del forchettone, se è compatibile con lo sparo della fiocina (che l'algerino avrebbe caricato appositamente) o semplicemente con un urto (nel caso l'avesse usata tipo spada porgendogliela contro).

Il 27enne, dopo il fermo che lo ha portato in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, aveva detto di non essersi accorto di aver né ferito né ucciso qualcuno. Dopo il litigio scoppiato in via Cilea, per motivi stradali, Fatah era tornato all'auto e aveva preso dal sedile posteriore il fucile da pesca, ma «solo per difesa» aveva sostenuto, perché erano in tre contro di lui. Domani mattina, alle 9.30, l'algerino affronterà l'interrogatorio di garanzia in carcere, con la gip Sonia Piermartini che dovrà anche convalidare o meno il fermo e la misura cautelare. Alla giudice potrà dare la sue versione dei fatti o scegliere di rimanere ancora in silenzio come ha fatto davanti al pm Marco Pucilli che coordina, per la Procura, le indagini del carabinieri di Osimo e del Nucleo Investigativo.

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