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Guardia di Finanza

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Appalti Asur in cambio di favori, maxi sequestro della Gdf: ci sono nuovi indagati

Maxi sequestro della Guardia di Finanza di Ancona nell’ambito dell’indagine sul presunto giro di appalti Asur, truccati con l’obiettivo di assegnare contratti di pulizia e lavori di manutenzione ad un'azienda amica in cambio di favori personali

Maxi sequestro della Guardia di Finanza di Ancona nell’ambito dell’indagine sul presunto giro di appalti Asur che, secondo le accuse del pm titolare dell’inchiesta Paolo Gubinelli, sarebbero stati truccati con l’obiettivo di assegnare contratti di pulizia e lavori di manutenzione all’azienda Edilcost di Luigi Catalano. Come? Spezzettando grossi appalti in commesse più piccole, così da avere più margini di manovra nella scelta dell’impresa appaltatrice. Bandi pubblici che risalgono anni addietro ottenuti dall’imprenditore anconetano (difeso dall’avvocato Andrea Speciale) grazie alle agevolazioni due figure importanti: un dirigente Asur e  geometra funzionario rappresentato dall’avvocato Jacopo Saccomani. Proprio a loro tre, pochi giorni fa, le Fiamme Gialle del capoluogo si sono presentati con un decreto di sequestro preventivo per equivalente, congelando beni e conti correnti per un totale di circa 390mila euro. Secondo gli inquirenti, sarebbe quello l’ammontare complessivo del giro di favori tra Catalano e i due dipendenti Asur. Accordi fatti di regalie varie come viaggi pagati all’estero. Ma l’indagine, negli ultimi mesi, si è allargata, puntando il faro delle accuse anche su due tecnici dell’amministrazione ospedaliera e altre persone che ricoprirebbero comunque ruoli di secondo piano. Anche se, sempre secondo la ricostruzione del pm Paolo Gubinelli (foto in basso), ognuno di loro avrebbe agito con ruoli e responsabilità differenti.

Dunque Catalano avrebbe avuto il vantaggio di monopolizzare il giro di appalti pubblici nell’ambito ospedaliero nella provincia dorica grazie a quello che è Paolo Gubinelli-3considerato il dominus dell'affaire, cioè il geometra. Era lui il responsabile dei bandi pubblici dell’azienda sanitaria e sarebbe stato lui a ricevere viaggi in cambio di favori. Infatti il capo d’accusa di cui deve rispondere è quello di corruzione. La stessa accusa che la Procura muove al titolare della ditta di costruzioni edili e stradali Edilcost, a cui la Guardia Di Finanza, il 30 ottobre 2014, aveva sequestrato diverse fatture sia nella sede della sua azienda, sia in casa propria, insieme a centinaia di pagine di documentazioni requisite all’Ex Crass. Tutte carte ancora al vaglio degli inquirenti che, secondo alcune indiscrezioni, si accingono a chiudere l’inchiesta.

DIFESA. Accuse da cui gli indagati si sono sempre difesi, rigettando ogni responsabilità. L’avvocato Speciale, al momento dell’inchiesta, ribadì come per la Procura la stranezza fosse nel fatto che l’Asur aveva spezzettato gli incarichi piuttosto che assegnarne di più complessi. Ma erano incarichi di manutenzione e per la difesa nulla vietava che fossero di valore ridotto. Ma soprattutto la ditta dell’imprenditore era estranea. Erano interventi decisi dall’Asur con modi e tempi decisi dall’Asur. La Edilcost non faceva altro che partecipare. In più non ci sarebbero mai stati elementi oggettivi che ipotizzino accordi di nessun genere. «Non c’è nulla» disse Speciale. Con l’imprenditore si difese anche il geometra, accusato di aver ricevuto favori difeso dall’avvocato Jacopo Saccomani. Proprio il legale disse: «Il mio assistito manifesta la propria estraneità ai fatti oggetto di indagine. Precisa di non aver mai ricevuto somme di denaro dalla Edilcost, benché meno dei viaggi regalo. Contiamo di dimostrare la propria innocenza nell’opportuna sede giudiziaria».

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