Movida annichilita, la rabbia di organizzatori e dj: «Le chiavi della città regalate al questore»

Levata di scudi da parte del comitato SpingiAmo Ancona che parla di promesse non mantenute dal Comune dopo il consiglio comunale aperto dello scorso maggio

Francesco Rubini

«Il Comune non ha mantenuto le promesse e la stagione estiva per l’intrattenimento è oramai economicamente compromessa». Ad alzare la voce è il comitato SpingiAmo Ancona in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato dj e organizzatori di eventi. Dopo gli eventi annullati per complicanze burocratiche legate alla tolleranza zero sulla sicurezza il comitato ha ribadito che «La musica oggi non è più solo un hobby, bensì un lavoro con cui si mantengono le famiglie». L’incontro è stato convocato al locale “Sepofa”, al tavolo erano seduti Sergio Ascoli, Gabriele Matarazzo, Leonardo Giorgetti e il capogruppo “Altra Idea di Città” Francesco Rubini. Sotto accusa le normative di sicurezza che dopo Corinaldo, dicono organizzatori e dj, sono diventati stringenti al punto da annichilire lo svago notturno in città: «La Lanterna Azzurra è stata un pretesto per svicolare dalle responsabilità» ha attaccato Ascoli. Duro anche Rubini: «Movida non è sinonimo di sballo, droga e incidenti. Le soluzioni per divertirsi sono anzi l'antidoto a tutto questo,  bisogna costruire le condizioni affinché non si sfoci nella illegalità, ma se l’intenzione è quella di regalare le chiavi della città al questore si tratta di una scelta che non ha senso- ha detto il consigliere AIC- con le norme di oggi ci si trova a dover soddisfare costi e richieste insostenibili, sindaco e amministrazione dovrebbero porsi come soggetti proattivi per costruire relazioni che aiutino a superare i problemi». 

La mozione ignorata

L’attacco al Comune si fonda sulla mozione approvata dopo il consiglio Comunale aperto dello scorso 6 maggio e convocato proprio per la questione movida. Nel documento la Giunta si impegnava “nel breve, medio e lungo periodo” alla realizzazione di alcuni punti. Tra questi, il primo, riguardava “l’accoglienza già nell’estate 2019 nel proprio palinsesto di eventi e festival dedicati alla vita serale e notturna, con particolare attenzione  alla scena musicale contemporanea e giovanile, avviando nel contempo una politica dedicata alla musica dal vivo che contempli progetti pubblici di ampio respiro”. «Non è mai stata manifestata alcuna volontà di farlo» ha risposto il comitato. Un altro punto della mozione riguardava “la sperimentazione già nel periodo estivo 2019 di un ufficio unico dedicato ad eventi serali e notturni e al pubblico spettacolo, composto trasversalmente da diversi servizi comunali, e che sia in grado di migliorare l’interfaccia con gli operatori”. «Non risulta avviata questa sperimentazione- denuncia SpingiAmo Ancona- né tantomeno risulta operativo lo sportello unico del cittadino come prevedeva la proposta dell’opposizione approvata in consiglio». Il comitato denuncia anche l’impossibilità di organizzare eventi musicali e danzanti nei parchi pubblici. Il caso portato ad esempio è quello del palinsesto estivo annullato in extremis al parco della Cittadella, che però scagiona Palazzo del Popolo. 

Il tavolo di confronto 

Lo scoglio che ci si trova spesso ad affrontare è quello degli eventi danzanti. Se organizzare cene è fattibile, quando il dj di turno si trova a lanciare la musica ecco l’intoppo: «Ad alcuni dj è capitato di sentirsi dire “metti pure la musica ma non farli ballare”» ha detto Leonardo Giorgetti. Il rischio temuto è che possa arrivare più gente della capienza massima consentita, con relativo rischio sanzione. Ecco allora che SpingiAmo Ancona chiede l’istituzione di un tavolo di confronto con le istituzioni compresi Comune, questura, vigili del fuoco e polizia municipale. I contatti sono avviati, spiega Gabriele Matarazzo: «L’obiettivo è quello di salvare quello che è in programma ad agosto e concludere l’estate con un po' di bellezza. Non siamo per la deregulation- conclude Matarazzo - ma neppure per l’austerity». 

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