Il Comune spegne la movida: annullato il Sangria Party nel parco pubblico

Intoppi nei carteggi, serviva la security: gli organizzatori con sarcasmo brindano alla Burocrazia

Il Posa Bar - foto da pagina facebook del Posa bar

Sì alla Sangria, no al dj. E il no-party è andato in scena con i drink ma senza musica. Colpa della burocrazia, cioè del Comune, secondo gli organizzatori della serata in programma ieri al Posa Bar che, di fatto, dava il la alla stagione estiva. Per una settimana i gestori del locale, immerso nel verde del parco di Posatora, hanno atteso il nulla osta. Inutilmente.

«Mancava il contratto con un addetto alla security, ma ce lo hanno detto all’ultimo momento e in passato non abbiamo mai assoldato buttafuori, trattandosi di suolo pubblico, non di un locale con entrate e uscite» spiegano gli organizzatori. Che aggiungono: «Le carte le abbiamo presentate lunedì. Ancora devono risponderci. Lentezze burocratiche, come si dice». E allora, senza permessi, i ragazzi del Posa Bar si sono visti costretti ad annullare la festa e correggere il manifesto su Facebook: il Sangria Party è divenuto un No-Party. Cancellata pure la parola dj, è rimasto solo il cocktail spagnolo. «Ne abbiamo preparato a ettolitri - riportava il comunicato sulla pagina Fb del bar - e siccome è risaputo che chi beve da solo si strozza, saremmo più che felici di condividerli con voi, a patto però che non vi divertiate più di tanto. Ad ogni festa che si rispetti c’è, e sempre ci sarà, l'invitato poco gradito, poco più di un imbucato, quello che si chiama solamente per cortesia, poiché escluderlo sarebbe visto non di buon occhio. Ecco, nella nostra ridente città questo sgradito individuo risponde spesso e volentieri al nome di burocrazia, ed è quindi per mere questioni burocratiche - annunciavano i gestori - che ci vediamo costretti a ridimensionare il Sangria Party in Sangria No Party. Mi raccomando eh, che non vi venga in mente di ballare perché stasera non è permesso. Ma noi vi attendiamo a braccia aperte (è ancora permesso, fino a contrordine), per questa non-festa e per fare un bel brindisi tutti assieme dedicato alle nostre tanto amate questioni burocratiche». Effetti collaterali della burocrazia, divenuta stringente, come le misure di sicurezza, dopo i fatti di Corinaldo. Così organizzare anche solo una serata in musica in un parco pubblico è diventata un'impresa.

Immediata la replica di Francesco Rubini, consigliere comunale di Altra Idea: «Continuano ad uccidere questa città. Abbiamo fatto documenti, raccolto adesioni, fatto consigli comunali e mozioni, ma evidentemente non basta. Burocrazia e autorità contro buon senso, non possiamo arrenderci». 

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