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Saltamartini sulle scritte dei no vax: «Io minacciato anche da medici e infermieri»

L'assessore regionale alla Sanità delle Marche, Filippo Saltamartini, a margine della seduta consiliare odierna, torna sulle scritte spray dei no vax ad Ancona

ANCONA - «Anche a me hanno inviato messaggi di minacce. Ho alcune registrazioni di medici e infermieri che mi minacciavano ma io non ho fatto nulla e non ho fatto querele o altre segnalazioni». L'assessore regionale alla Sanità delle Marche, Filippo Saltamartini, a margine della seduta consiliare odierna, torna sulle scritte spray 'no vax' con cui ieri è stata imbrattata la sede della Cgil ad Ancona e per cui tutto il mondo politico marchigiano ha espresso dure parole di condanna.

Lo stesso ex parlamentare è stato minacciato in questi mesi. «Sono state fatte minacce anche a me- continua Saltamartini-. Io ho ricevuto dei pacchi di minacce ma non l'ho mai segnalato né alla stampa né alle autorità preposte perché ritengo che sia una fase fisiologica. D'altra parte se ci sono dei partiti che sono entrati in Parlamento dicendo che i vaccini sono deleteri non capisco di cosa ci meravigliamo? C'è una parte dell'elettorato secondo cui i vaccini sono dannosi per la salute. Io ritengo invece che vaccini sono sicuri e invito tutti a vaccinarsi ma la tolleranza delle opinioni è un fattore che a me appartiene». L'assessore Saltamartini poi specifica il concetto. «La Corte suprema americana di fronte a coloro che protestavano per la guerra in Vietnam bruciando la bandiera disse che era un atto che rientrava nei principi di libertà di un paese democratico- aggiunge Saltamartini-. Io non credo che la scritta no vax possa toccare più di tanto la sensibilità delle persone. Non è una condotta conforme alle leggi e quelle scritte sono un reato. Non discuto sulla condotta illecita. Dico solo che se per la Corte suprema bruciare la bandiera non costituiva reato penso che si possa anche ragionare in un paese libero sul fatto che ci sono persone dissenzienti». Ovviamente ha poi specificato Saltamartini «il dissenso non si deve esprimere con scritte sui muri, non si deve esprimere con le minacce. Inoltre non si devono minacciare assessori, medici, presidi eccetera. Nonostante questo occorre avere tolleranza e continuare a ragionare per convincere le persone».

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