Ancona capitale della cybersecurity, le migliori menti in città per il progetto Itasec20

I migliori esperti di sicurezza digitale si ritroveranno all'Università Politecnica delle Marche

Foto di repertorio

Le migliori menti italiane e non solo della sicurezza informatica si danno appuntamento ad Ancona. Sarà infatti il capoluogo marchigiano ad ospitare, dal 4 al 7 febbraio, la conferenza nazionale Itasec 20 con una serie di appuntamenti che faranno perno alla facoltà di ingegneria. L’Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con l’Università di Camerino, ospiterà i ricercatori e i professionisti provenienti dal mondo accademico, industriale e governativo per fare il punto sulle sfide emergenti e i bisogni della cybersecurity. Prevista la partecipazione di ministri e sottosegretari, i cui nomi sono ancora da confermare. L’evento è stato presentato stamattina insieme al progetto Cyberchallenge dal rettore della Politecnica, Gian Luca Gregori e i docenti di ingegneria dell’informazione Marco Baldi, Luca Spalazzi, Franco Chiaraluce ed Emanuele Frontoni. (GUARDA IL VIDEO)

Il programma prevede sessioni scientifiche e appuntamenti informativi dedicati all’Intelligenza artificiale, al perimetro nazionale per la sicurezza cibernetica nel Paese e al contrasto delle minacce estere. Ci saranno anche percorsi di diplomazia cibernetica, seminari sul ruolo della politica e la disparità di genere nel mondo informatico. Il tutto affiancato da workshop e tutorial. Tra i relatori spiaccano Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI, Roberto Baldoni, vicedirettore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) e Martin Abadi di Google. 

«Ancora prima di iniziare, i numeri di Itasec20 sono significativi- spiega Paolo Prinetto- ci saranno più di 80 speaker, un centinaio di relazioni scientifiche, numerosi workshop, decine di start-up e 20 sponsor. E’ la conferenza di cybersecurity più importante più importante sul territorio italiano, un ecosistema di professionisti sempre più necessario al progresso tecnologico del Paese». Tra i settori più bersagliati dagli hacker c’è quello della sanità: «La sottrazione dei dati sensibili è un business per la valenza economica che hanno sul mercato nero- spiega Franco Chiaraluce- ricordiamo poi che un Paese sicuro anche dal punto di vista informatico attira più facilmente gli investimenti delle multinazionali». 
 

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