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Nelle Marche ci sono quasi 12mila imprese a rischio alluvione medio elevato

Confartigianato Marche invita gli imprenditori a contattare le Associazioni territoriali per segnalare i danni subiti

ANCONA - «E’ indispensabile agire sulla messa in sicurezza del territorio, non si può vivere nella paura. I nostri imprenditori hanno subito perdite ingenti con la passata alluvione, sono tornati ad investire ed ora si trovano nuovamente a dover fare la conta di altri danni». Confartigianato Marche invita gli imprenditori a contattare le Associazioni territoriali per segnalare i danni subiti.

«Dopo le tragedie che sono sotto gli occhi di tutti   e dopo i disastri che negli ultimi decenni hanno colpito l’Italia, nelle infrastrutture, nelle case, nelle aziende torna in primissimo piano il tema della lotta contro il dissesto idrogeologico. 
Nelle Marche, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato,  sono 11.937  le imprese a rischio alluvione medio-elevato e 5.846 imprese a rischio frane. I danni economici per disastri naturali in Italia sono ingenti: tra il 1980 e il 2020 superano i 90 miliardi di euro. Sulle carenze nella prevenzione del rischio idrogeologico e la bassa protezione nella crisi idrica influisce il decennio buio (2008-2018) di caduta degli investimenti pubblici. Il successivo recupero, nel 2022 ha visto una pericolosa battuta di arresto. Serve attuare presto e bene il PNRR, il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche. E’ urgente accelerare con la manutenzione delle aree a rischio  frane e alluvioni, gestire la manutenzione delle opere pubbliche necessarie per difendere famiglie, imprese e territorio. Auspichiamo che venga riconosciuto lo stato di emergenza chiesto dalla Regione Marche». 

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