Autovelox, Lega e Ugl: «Dispositivo irregolare, ecco i documenti che lo provano»

Lega e Ugl ancora all'attacco della giunta sul caso autovelox. «Spento all'insaputa dei cittadini» tuona il consigliere comunale Stefano Caricchio, che mostra i documenti ottenuti dopo l'accesso agli atti

Anna Grasso e Stefano Caricchio

Autovelox spento, multe che continuano ad essere notificate e il nuovo attacco alla giunta Signorini, accusata di poca trasparenza nella gestione del caso “Velocar”. Lega e Ugl di Falconara tornano alla carica. In una conferenza stampa convocata nella sede di via IV novembre il consigliere comunale Stefano Caricchio e il segretario provinciale Ugl Anna Grasso hanno messo sul tavolo relazioni che dimostrano come il tratto di variante della SS16 conta un tasso di sinistrosità esiguo, facendo dunque venire meno una delle condizioni per l’installazione del dispositivo previste dalla circolare Minniti del 2017. Illegittimità smentite nuovamente dal Comune di Falconara tramite una nota stampa.

Bassa sinistrosità

Dai dati dei carabinieri di Falconara risultano 6 incidenti avvenuti nell’intero tratto comunale della SS16 tra il 2014 e il 2018, con prognosi comprese tra i 5 e i 18 giorni. La scarsa sinistrosità della SS16 era stata ribadita anche nell’ osservatorio sulla sicurezza stradale, riunitosi Prefettura il 9 ottobre 2019 alla presenza del comandante della Polizia Stradale di Ancona e ai vertici della polizia locale di Falconara: «Nel verbale della riunione c’è scritto che il comandante della stradale di Ancona aveva illustrato con un documento una sinistrosità quasi pari a zero nel tratto considerato». Il dato contrasta, spiega Caricchio, con la risposta della Signorini a un’interrogazione presentata da Franco Federici (allora Pd, oggi Italia Viva) in consiglio comunale: «Il sindaco aveva dichiarato che il dispositivo era stato installato per questioni di sicurezza su un tratto interessato da molti incidenti, ma non è vero nulla». C’è poi la questione relativa alla postazione del Velocar, che dalle misurazioni effettuate «risulta essere 850 metri rispetto al segnale di limitazione della velocità anziché 1 km» spiega la Grasso. Il 22 ottobre l’osservatorio della Prefettura si è riunito nuovamente per discutere sul caso specifico di Falconara: «Sono state impartite indicazioni per la disattivazione del dispositivo, in relazione a una revisione finalizzata al rispetto della normativa vigente» ha aggiunto la sindacalista. Il Velocar in realtà era stato spento ben otto giorni prima: «A una mia richiesta di informazioni il Comune ha risposto solo oggi pomeriggio che il dispositivo era stato spento il 14 ottobre, due giorni dopo la diffida presentata da noi- ha spiegato Caricchio- un comportamento non trasparente. Perché non dirlo ai cittadini? Non hanno comunicato ufficialmente lo spegnimento, erano rimasti sul vago». Quella infatti era la settimana del «No comment» del comandante della Polizia Locale Alberto Brunetti, contattato il 16 ottobre dalla nostra redazione, e del «Non è stato spento» del Comune arrivato tramite canali ufficiali e affiancato da una nota stampa che comunicava l’avvio di una «fase di approfondimento». 

I costi

Il Velocar sotto accertamento e l’altro dispositivo installato difronte all’ex Naspetti, spigano Lega e Ugl, sono stati noleggiati per circa 77mila euro complessivi. In una determina comunale vengono stabilite anche le modalità di gestione del contenzioso. «L’impegno di spesa previsto per affrontare un numero stimato di 37 ricorsi ammonta a 14mila euro- aggiunge Anna Grasso- le multe però sono molte di più, i ricorsi superano le centinaia e queste sono tutte spese che graveranno sui cittadini originate da sanzioni illegittime. Le sanzioni non sono solo pecuniarie, ma oltre una determinata velocità si applica anche la decurtazione dei punti o la sospensione. Se uno lavora con la patente è in difficoltà e una sanzione rilevata con illegittimità comporta un illegittimo provvedimento. La sicurezza stradale è il nostro cavallo di battaglia come la sicurezza urbana, ma si fa con la presenza della polizia locale sul territorio e non con sistemi tecnologici posizionati in maniera errata». 

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