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Un Verdicchio tra i 100 vini migliori al mondo, Garofoli: «Momento straordinario»

Wine Spectator inserisce il Podium 2014 tra i vini top a livello globale. L'Imt esulta: «Grande riconoscimento alla vigilia dei 50 anni della Doc»

Che il Verdicchio sia il bianco fermo tra i migliori d'Italia lo si sapeva dalla presenza fissa nelle guide del settore. Che sia annoverato tra i migliori al mondo lo attesta ora Wine Spectator, rivista super specializzata considerata un po' la Bibbia del settore, che ha inserito il Podium Garofoli del 2014 tra i 100 migliori vini a livello mondiale. Il 92esimo posto della casa vinicola di Castelfidardo rappresenta il secondo vino bianco italiano (prima c'è, al 62esimo posto, il veneto Soave Classico doc) in una prestigiosa classifica dominata dai rossi. Esulta l'Imt che si prepara, tra l'altro, a festeggiare i 50 anni della doc dei Castelli di Jesi. «Per la prima volta un Verdicchio entra nella top 100 dei migliori vini al mondo per Wine Spectator.  Entrare nella classifica più ambita al mondo enologico rappresenta un primo bel risultato del lavoro di informazione e accreditamento presso i media specializzati e operatori internazionali del settore - commenta il direttore Alberto Mazzoni - Il Podium è un vino di grande struttura, elegante, ricco di profumi e di notevole longevità. Tali caratteristiche gli derivano da una bassissima resa per ettaro, dalla raccolta posticipata di uve selezionate e dalla maturazione in acciaio di almeno un anno prima dell’imbottigliamento».

Festeggiano anche alla Cantina Garofoli dove la notizia è arrivata lunedì sera. «Mi è arrivato un messaggio con scritto "complimenti" – racconta Caterina Garofoli – al quale ho risposto subito con un grazie ma, davvero, non immaginavo che si riferisse a questo riconoscimento. La consapevolezza è arrivata poco dopo. Sono cominciate ad arrivare telefonate in cantina, dove eravamo come al solito, mancava poco alle 20.00 e il telefono continuava a squillare con chi ci ordinava il Podium. Il mondo del vino è magico, è unico, ogni annata ha una vita a sé e quindi per assicurarsi una bottiglia c’è chi ci ha chiamati anche dal Canada. È stato un momento straordinario non è qualcosa che accade tutti i giorni, per noi è la prima volta, è incredibile. Si lavora tanto, si lavora sempre e quando arrivano queste gratificazioni così importanti capisci perché ti svegli al mattino, perché sacrifichi gi affetti per ore di lavoro, perché ti impegni al massimo. Per noi è davvero tanto. Wine Spectator, la Bibbia mondiale del mondo del vino, ha riconosciuto un’azienda delle Marche, regione meno nota di altre del settore. Questo aspetto ci riempie il cuore ulteriormente, una gratificazione enorme. Il merito è prima di tutti di mio padre Carlo per aver creato questo vino incredibile». 

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