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Venerdì, 9 Dicembre 2022
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L'avanzo che diventa abito, la GSK porta le Marche in Francia e Giappone

Gaia Segattini Knotwear varca i confinimarchigiani, nazionali ed europei. Il brand che unisce moda e sostenibilità grazie alla produzione di capi di abbigliamento con l’avanzo di filati pregiati, rigenerati ed ecologiciè giunto fino a Parigi, ma non solo

Gaia Segattini Knotwear varca i confinimarchigiani, nazionali ed europei. Il brand che unisce moda e sostenibilità grazie alla produzione di capi di abbigliamento con l’avanzo di filati pregiati, rigenerati ed ecologiciè giunto fino a Parigi, ma non solo.

Prima la Francia...

In Francia, il prossimo 19 novembre, la Segattini sarà ospite alla Sorbonne su invito dalle studentesse del corso di industrie culturali. L’occasione, è il Festival di ecologia e sostenibilità organizzato dall’associazione “Italie Nouvelle”, e in quel contesto si terrà una sfilata all’Istituto Culturale Italiano a cui sono invitati brand italiani e francesi ispirati alla sostenibilità. Un appuntamento prestigioso in cui il made in Italy giocherà la sua parte, con la Segattini che ha dato vita a un nuovo modello di impresa: in un settore che spesso fa parlare di sé per gli sprechi, GSK introduce un modo tutto nuovo di produrre capi badando attentamente alla sostenibilità e ad un utilizzo razionale delle materie prime. Un’azienda che non parte dal classico bozzetto per realizzare gli indumenti ma sulla base di quello che si ha a disposizione viene fatto un importante sforzo creativo. E su ogni capo, c'è scritto "made in Le Marche with pride".

...e poi il Giappone

L’evento di Parigi si terrà a pochi giorni di distanza dal quello svoltosi a Tokyo a inizio novembre e che ha visto protagonista Gaia Segattini Knotwear insieme ad altre quattro imprenditrici artigiane e designer nel progetto “Forza Ragazze”. L’iniziativa mirava a raccontare un made in Italy diverso da quello stereotipato e i cui protagonisti sono spesso aziende strutturate e storiche a cui il mercato internazionale fa spesso riferimento. Il progetto di Tokyo ha messo al centro l’artigianato e le potenzialità inespresse del settore, in particolare nel digitale. Un’occasione di networking preziosa basata sull’ascolto delle esigenze dei clienti nonostante le distanze. Il team che ha presenziato l’appuntamento in Giappone ha valorizzato il lavoro fondato sull’artigianalità maglieria di Gaia Segattini, negli abiti trasformabili di Silvia Bartolini e Costanza Turchi di Clotilde, nei monili narrativi e orgogliosi di Paola Brunello (Rosso Cuore), nelle borse in cui raccogliere agilmente esperienze quotidiane di Daniela Diletti, conosciuta come “La Marchigiana”. Ma anche i biscotti di Sara Piva, che salvano con gusto e freschezza dalle intolleranze alimentari, quelli di Frolla creati con l’impiego di manodopera sociale e quelli della tradizione toscana del biscottificio Mattei. Tokyo è stato un appuntamento che ha unito artigianato, turismo e cultura attraverso il racconto di un’Italia diversa dove le donne sono al centro della scena imprenditoriale. E a giudicare dalla partecipazione e dall’interesse dei tanti presenti, la missione è riuscita benissimo. «Tokyo è stata una grande emozione per l’entusiasmo e la partecipazione che abbiamo riscontrato” – commenta Gaia Segattini -. “A Parigi ci aspettiamo qualcosa di simile e sono onorata dell’invito delle studentesse della Sorbonne in un contesto che esprime pienamente i nostri valori a pochi giorni dalla pubblicazione del nostro codice etico su cui abbiamo lavorato molto».

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