I negozi del degrado riapriranno, FdI porta il caso in consiglio comunale: «Via le licenze»

Durante il presidio davanti ai locali, il capogruppo Angelo Eliantonio ha annunciato che presenterà un'interrogazione al sindaco

Da sinistra, Lorenzo Rabini e Angelo Eliantonio

«Da quando questi due negozi sono stati chiusi sono passati venti giorni di calma, quiete e serenità. Qualcosa vorrà anche dire». Angelo Eliantonio, consigliere comunale di Fratelli d’Italia parla davanti ai due locali di piazza Ugo Bassi ai quali lo scorso 19 aprile la Questura ha sospeso la licenza per la seconda volta in un anno. Motivi di ordine pubblico, visto che le attività sono note da tempo come punti di bivacco per alcolizzati che trasformano quella parte di piazza in luogo di degrado e spaccio. La sospensione di 30 giorni è prossima alla scadenza, tra poco più di una settimana i locali potranno riaprire ma Fratelli d’Italia non ci sta. «Siamo preoccupati» ha detto Eliantonio durante il presidio, annunciando che nel consiglio comunale di lunedì prossimo presenterà un’interrogazione urgente al sindaco: «Chiederemo quali sono le intenzioni dell’amministrazione comunale su questo tema, bisogna ritirare la licenza a questi negozi come a quelli che non rispettano le regole di buona convivenza. O si punta sulla sicurezza del quartiere o no».

La chiamata al Comune si allarga al tema, più generale, della commercio gestito da stranieri:  «Aumentare i controlli rispetto a questa tipologia di attività commerciali, concorrenziali in maniera sleale sul piano degli orari di chiusura e della somministrazione e vendita di bevande e alimenti, e sensibili dal punto di vista dell'ordine pubblico, deve essere una priorità». Il capogruppo ha po spiegato di aver segnalato alle forze dell’ordine situazioni analoghe di degrado per altri locali della zona, ma anche ribadito la necessità di un intervento diretto di Palazzo del Popolo: «L’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali concede al sindaco pieni poteri dal punto di vista dell’ordine pubblico e quindi anche di revoca delle licenze, mi auguro che in questo caso l’amministrazione comunale lo faccia sulla licenza legata alla vendita di alcolici». Il dito non è puntato solo sui locali in questione: «Tolleranza zero – ribadisce il consigliere- per noi occorre ritirare in maniera definitiva la Segnalazione Certificata di Inizio Attività(SCIA) a tutte quelle attività che provocano, come cita l'articolo 100 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini". Chi non rispetta le regole troverà in noi dei pessimi amici». 

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Al presidio, formato da una decina di persone, hanno partecipato anche il portavoce provinciale Lorenzo Rabini e il consigliere del CTP 6 Paola Sargentoni che la settimana prossima porterà il tema nell’assemblea territoriale. «In una società civile i diritti delle persone perbene vanno salvaguardati e spingeremo per ottenere sicurezza e legalità in questo quartiere» ha detto la Sargentoni. «Questo sit-in è la dimostrazione di come secondo noi vanno gestite le questioni che riguardano il commercio, la sicurezza e la legalità». L’aspetto della sicurezza al Piano ha richiamato l’attenzione anche sul presidio di polizia locale in attesa di essere attivato proprio in piazza Ugo Bassi: «Ancora non ne abbiamo notizie, abbiamo fatto un’interrogazione e ci è stato risposto che è colpa di quota 100 e che non si sono potuti assumere i nuovi agenti. Dal nostro punto di vista il disinteresse dell’amministrazione Mancinelli sui temi della sicurezza in questa zona è totale».
 

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