Mense, scuolabus e nidi: le nuove tariffe per l'anno 2016/2017

La Giunta ha presentato il nuovo tariffario di 3 servizi: la mensa delle scuole primarie, il costo dei nidi e la tariffa dello scuolabus. Variazioni che saranno presentate nel prossimo consiglio comunale

De sinistra: Tiziana Borini e Fabio Fiorillo

Mense, nidi e scuolabus. Cambia completamente il metodo di calcolo delle tariffe dei servizi. La Giunta abbandona il sistema a scaglioni in riferimento al reddito familiare. Il motivo? «In passato si erano determinate condizioni di iniquità quando, ad esempio, con pochi euro in più di ISEE, si entrava nello scaglione successivo e si poteva pagare anche il doppio» ha spiegato l'assessore al bilancio Fabio Fiorillo. Si passa alla tariffa personalizzata per cui ogni famiglia, in base alla sua ISEE, avrà la sua tariffa. Si va verso un sistema proporzionale, che mette un maggior carico di spesa sulle famiglie più ricche, soprattutto quelle che guadagnano più di 30mila euro di ISEE all’anno, rispetto le altre che andranno a risparmiare più di prima. Il costo per la famiglia si calcola prendendo in esame le "tariffe di riferimento":

FASCIA  ISEE  RETTA MENSILE
Da 0 a 5.000,00 0
DA 5001,00 a 15.000,00 Da un minimo di 33,47 a un massimo di 36,16
Da 15.000,00 a 30.000,00 Da un minimo di 36,16 a un massimo di 48,50
Oltre 30.000,00  Da un minimo di 52,50 a un massimo di 63,50
Quota pasto fissa  € 3,9
Senza ISEE o NON residenti   Quota massima
Secondo figlio  - 30% delle quote sopra riportate
Terzo figlio    - 70% delle quote sopra riportate ISEE superiore a 10.000,00 

Valori, quelli in tabella, che devono moltiplicati per uno specifico coefficiente matematico in grado di dare come risultato la tariffa finale, che sarà personalissima per lo specifico nucleo familiare. Costi che, rispetto agli anni precedenti, varia a seconda del numero dei figli e dei relativi pasti consumati durante l’anno (Vedi allegato RETTE MENSE ANCONA-2). Dunque, secondo una simulazione degli uffici economici dell’amministrazione, emerge come, rispetto al vecchio modello, chi dovesse avere un figlio che va a scuola tutti i giorni, consumando 160 pasti all’anno, se compreso in un reddito ISEE tra 5.001 e 10.000 euro, risparmierebbe in media 21,77 euro. Mentre chi, a parità di condizione scolastica, dovesse avere un reddito di più di 30mila euro, pagherebbe mediamente 113 euro in più. Le nuove tariffe, che si potranno calcolare personalmente a breve sul sito del Comune, per farsi una idea, saranno pertanto personalizzate, famiglia per famiglia e non fisse come prima. Stesso discorso vale per i nidi (Vedi allegato RETTE NIDI ANCONA-2).  

Una proposta che sarà presentata dalla Giunta e discussa nel prossimo consiglio comunale previsto per il prossimo lunedì. «Con questo meccanismo il risultato é che rispetto passato, a parità di redditi, chi ha di più paga di più - ha detto il sindaco Valeria Mancinelli in occasione di una conferenza stampa convocata per mercoledì mattina - Accanto a queste leve era stato fatto un distinguo tra quota fissa e quota variabile , diminuendo la prima e aumentando quella variabile  (che fa riferimento al numero effettivo di pasti consumati a mensa)». Insieme al sindaco anche gli assessori alle Politiche Educative Tiziana Borini e al Bilancio Fabio Fiorillo. Proprio quest’ultimo ha precisato che: «A parità di costo complessivo del servizio, quello che noi abbiamo fatto è stata una rimodulazione del peso tariffario agevolando le famiglie a reddito più basso e aumentandolo su quelle più alto. E’ stata una manovra di ridistribuzione e non legata ad altre esigenze del Comune. Semplicemente abbiamo ritenuto che il profilo tariffario pesava troppo sulle famiglie deboli e ci ha imposto un riequilibrio».

In allegato all’articolo sono scaricabili le tabelle esplicative delle “nuove tariffe” con relative riduzioni per mense, nidi e trasporti facendo presente in particolare che per i nidi è stata introdotta per la prima volta l'esenzione per i redditi Isee sotto i 5.000 euro. Aumentano invece le tariffe per gli scuolabus, per cui la spesa giornaliera delle famiglie va da 25 centesimi a un massimo di 62, a fronte di un servizio nella gran parte dei casi “sotto casa”.

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