Suicidio di coppia per la crisi, poi si uccide anche il fratello di lei

Coppia di Civitanova, esodato lui e pensionata lei, si sono suicidati a fronte dell'insostenibile situazione economica. Quando il fratello della donna ha visto i corpi non ha retto e si è tolto la vita anche lui

Una tripla tragedia ha colpito la provincia di Macerata: marito e moglie, esodato lui e pensionata lei, residenti a Civitanova Marche, si sono suicidati, a quanto pare a fronte della gravissima situazione economica che li aveva portati alla disperazione. Quando il fratello della donna ha visto i corpi non ce l’ha fatta: si è recato al porto e si è tolto la vita anche lui.

I FATTI. Il marito, 63enne esodato senza diritto alla pensione, ex impiegato presso una ditta calzaturiera, e la moglie 68enne, che con la sua modestissima pensione (appena 400 euro) non sarebbe mai riuscita a mantenere la famiglia, si sono tolti la vita fra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, impiccandosi nella loro casa di via Calatafimi, quella casa di cui ormai, sembra, non erano nemmeno in grado di pagare l’affitto.
Secondo quanto si apprende il suicidio dei due coniugi stato scoperto venerdì attorno alle 8 dai vicini che hanno trovato aperta la porta del garage.
I sanitari del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Secondo quanto emerso sulla stampa i due avrebbero lasciato un biglietto in cui chiedono perdono per il loro gesto e indicano il luogo in cui trovare i loro corpi, uno stanzino sul retro del palazzo

IL TERZO SUICIDIO. La coppia non aveva figli, ma la signora aveva un fratello maggiore, di 73 anni, che non ha retto lo sconforto della morte della sorella e ha deciso anche lui di uccidersi.  

SPACCA. "Una tragedia che sconvolge l'intera regione" ha dichiarato il governatore delle Marche, Gian Mario Spacca. Secondo il presidente, "Di fronte a vicende simili, che purtroppo si ripetono in tutto il Paese, non possiamo non sentirci tutti chiamati alla responsabilità". "Al nostro Paese - ha aggiunto - occorre al più presto stabilità, un quadro di programmazione orientato alla coesione sociale, perché' si possa, finalmente, tornare ad occuparsi dei problemi reali delle persone".

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