Detenuto suicida col gas, un altro muore in ospedale: «Troppi casi problematici»

Proprio il Sappe aveva già denunciato la grave carenza di organico, situazione aggravata dalla riapertura di tutti i padiglioni detentivi che ha portato al ritorno del sovraffollamento

Il carcere di Montacuto

Due morti in un giorno. Un suicidio e un malato grave. E’ il bollettino della giornata del carcere di Montacuto ad Ancona. Il primo stamattina quando ha smesso di battere il cuore di un italiano di 45 anni ricoverato all’ospedale regionale di Torrette dopo che giorni fa si erano aggravate le sue condizioni di salute. L’uomo doveva scontare una pena per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti e sarebbe uscito nel 2018. Nel pomeriggio un altro decesso dopo il suicidio da parte di un tunisino di 33anni, morto dopo aver inalato il gas per l’accensione del fuoco dei fornelli presenti nelle celle. Sul posto sono arrivati i volontari della Croce Gialla di Ancona e il medico che hanno tentato il tutto per tutto ma dopo 40 minuti di massaggio cardiaco il medico non ha potuto far altro che decretarne il decesso. Due casi che i sindacati collegano ad una popolazione detenuta tornata ormai a livello di sovraffollamento. Infatti negli ultimi mesi Montacuto ha visto aumentare la popolazione detenuta da circa 130 unità a circa 250. Quasi tutti problematici: psichiatrici, tossicodipendenti e malati. 

LA POSIZIONE DEL SAPPE. A lanciare l’allarme rosso è il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) che, attraverso una nota, parla di un grido di allarme lanciato da tempo sulle allarmanti condizioni della casa circondariale di Ancona Montacuto e mai ascoltato”. Proprio il Sappe  infatti aveva già denunciato la grave carenza di organico dove, a fronte di una pianta organica che prevede la presenza di 156 unità di polizia penitenziaria, ve ne sono 114. “Situazione aggravata dalla riapertura di tutti i padiglioni detentivi che ha portato all’arrivo di molti detenuti di difficile gestione, molti dei quali con problemi sanitari e con ulteriore aggravio di lavoro per il personale di Polizia, costretto a turni e servizi  massacranti di piantonamento e visite ospedaliere. A sostegno delle proteste del segretari regionale del Sappe delle Marche Nicandro Silvestri è intervenuto il segretario generale Donato Capece denunciando la drammatica situazione delle carceri marchigiane e italiane e chiedendo l’intervento del Ministro di Giustizia”. Cosa servirebbe? “Più assunzioni di agenti di polizia penitenziaria per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri”. 

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