Cellulare in bagno per copiare la versione, espulso dall'esame di maturità

Bocciatura immediata per lo studente di un liceo, scoperto dalle insegnanti

foto d'archivio

E’ andato in bagno una prima volta, poi una seconda. A quel punto la presidente di commissione si è insospettita e ha mandato a controllare un’insegnante interna. Nascosto tra la carta igienica, all'interno della toilette, ha trovato uno smartphone che, guarda caso, si è illuminato proprio in quel momento. Di fronte alla richiesta, davanti alla classe intera, che venisse fuori il “colpevole”, il proprietario del cellulare si è alzato in piedi e si è costituito.

E’ stato espulso dall’esame di maturità e invitato a presentarsi l’anno prossimo un diciottenne anconetano, studente del liceo classico Rinaldini. Per quanto abbia negato di aver copiato la traduzione della versione di Tacito, oggetto della seconda prova, è stato sufficiente averlo trovato in possesso del cellulare per escluderlo dall’esame, come previsto dal nuovo regolamento del Miur che, tra le varie prescrizioni, impone alle scuole di oscurare la rete wi-fi e, a tutti gli studenti, di consegnare telefoni, tablet e apparecchi hi-tech prima dell’inizio delle prove, proprio per evitare fughe di notizie e irregolarità varie.

Sembra che la presidente di commissione abbia chiamato addirittura la polizia, giovedì mattina, per certificare l’espulsione del ragazzo che ora non potrà più conseguire la maturità classica fino all’anno prossimo: i genitori dello studente, infatti, non avrebbero manifestato l’intenzione di ricorrere al Tar per opporsi alla bocciatura immediata e veder annullata solo la seconda prova, non l’intero esame. 

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