Niente dormitori per chi viene dalla zona rossa, il clochard abbandonato ad Ancona

Ancora oggi vive sotto l'androne di via Martiri della Resistenza senza che nessuno possa fare nulla per lui o abbia controllato che lui potesse essere positivo al Coronavirus

Foto di repertorio - FOTO ANSA

Mentre tutti sono impegnati a proteggersi dal virus che sta condizionando le abitudini quotidiane, c’è chi soffre senza un tetto sotto cui ripararsi e c’è anche qualcuno che non può neppure avvicinarsi ad un dormitorio per la sola colpa di provenire da un'altra città: Torino, zona rossa da tempo.

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E’ la storia di un senzatetto di origini nigeriane. Da dieci giorni dorme avvoltolato sotto l’androne di via Martiri della Resistenza. Non può contare su alcun aiuto, tranne quello di qualche volontario. «Ci è arrivata la segnalazione da alcuni abitanti della zona – spiega Remo Baldoni, Presidente della Onlus Servizio di Strada – e così dopo il nostro solito servizio serale siamo andati a trovarlo. Era lì, tutto infreddolito, così abbiamo deciso di portarlo al dormitorio comunale Un tetto per tutti. Solo che poi Il ragazzo – prosegue Baldoni - ha mostrato il solo documento che aveva, una fotocopia della carta d’identità e un permesso di soggiorno scaduto, spiegando di provenire da Torino». Così è arrivato lo stop da parte del centro di accoglienza anconetano perché la città piemontese era zona rossa e non potevano assolutamente tenerlo in quanto potenziale positivo al Covid. «Così lo abbiamo ripreso, caricato in macchina e portato al nostro magazzino. gli abbiamo consegnato qualche coperta pulita e un paio di pantaloni. Era così felice che si è messo a cantare”. Ora le sue canzoni accompagnano le lunghe notti in strada e, ancora oggi, quell’androne rappresenta la sua casa. Ma è ancora solo, abbandonato da istituzioni e sanità, in cerca di un posto caldo per ripararsi e nessuno, ad oggi, ha controllato che lui potesse essere positivo al Coronavirus o meno. La strada per lui è ancora lunga. 
 

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